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5 settembre 2013 4 05 /09 /settembre /2013 10:17

diy_expat_living_realists_wanted.jpgMio cugino è alto e dinoccolato, coi capelli arruffati di chi ha troppo da fare e pensare per abbassarsi all'idea di pettinarli.

Ha 22 anni mio cugino, e gli occhi di chi già è oltre, lontano, perso nel suo mondo fatto di luoghi lontani e gente indaffarata come lui in cose troppo poco materiali per poter essere censite da mente comune.

Ha un bel sorriso, mio cugino, di quelli timidi che non sono abituati a scoppiare, ma a farsi desiderare per poi illuminarti una giornata intera.

 

A forza di borse di studio ha preso la laurea triennale in Lettere quando tutti lo volevano impegnato in qualcosa di più concreto. Che futuro ha un laureato in Lettere? In Italia? Il cameriere, forse, ma anche no. Non è meglio ingegneria? O medicina, magari!

Ma lui no, dritto e deciso ha preso la sua strada e con l'ennesima borsa di studio se n'è volato a Princeton per finire gli studi. E’ volato lontano, come un uccello che ha stirato a lungo le sue ali ed ora è pronto per l’esperienza estrema della migrazione. Se ne è andato, tra i pianti e gli strepiti di mamma e nonne che lo vorrebbero sì brillante e apprezzato, ma magari un tantino più vicino a casa e alle gonne matriarcali.

 

E’ volato lontano, forse per non tornare mai più, perso in una carriera accademica che in Italia non sarebbe possibile mai. Se non conosci, se non sai, se non lecchi un po’ quie  un po’ là.

Perché l'Italia è un paese avaro coi suoi giovani talenti, è una matrigna cattiva che spedisce le proprie migliori creature a spasso per il globo rimpiangendole poi come mamma coccodrillo.

 

E mentre sento mia zia parlare di orgoglio, ma anche di dispiacere per il figlio lontano, non posso far a meno di pensare che questo sembra essere diventato l’unico destino possibile in questo paese secco e asciutto che non fa nulla per evolvere e crescere, ma mira solo alla conservazione dei privilegi e delle piccole caste.

Che resta ai ragazzi di oggi e di domani se non andarsene ed esserne felici?

Possibile che sia davvero così?

Davvero in un paese con la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra inventiva è morto?

Avere tutti gli strumenti possibili per fare la valigia e scappare è davvero il meglio che io possa augurare a mia figlia?

 

Sul serio?

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Published by Phoebe - in sick sad world
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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