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14 giugno 2007 4 14 /06 /giugno /2007 23:53
All’inizio fu la corsa.
Cosa c’è di meglio quando i problemi affollano il cervello e si vuol staccare la spina?
Correre.
Correre a perdifiato, controllando il respiro, coi muscoli tesi allo spasimo.
Un passo via l’altro, ancora ed ancora. L’unico problema è questo, correre.
Correre e sentire la strada sotto i piedi che passa. O anche solo immaginarsela.
Un passo e poi ancora un altro, e un altro ancora. Come se fosse l’unica cosa importante, come se non esistesse altro al mondo.
Svuotando la testa.
Ho iniziato a correre in un periodo nero della mia vita. Una grossa delusione sentimentale mi stava spingendo dentro un baratro di rabbia e dolore in cui mi crogiolavo. Correre mi ha aiutato.
Un’ora, un’ora e mazza, a volte anche due.
Correre sul tappetino, visualizzando un mondo che non c’è, sentendo i muscoli doloranti ed ignorando i loro segnali d’aiuto, ancora e ancora, con le gocce di sudore che colano giù dalla schiena.
E arrivare a casa stanca, svuotata, finita.
Buttarsi e letto e dormire, esausta, senza lambiccarsi il cervello.
Dormire sfinita, coi muscoli delle gambe che bollono ed urlano il loro disappunto.
Mi ha aiutato.
Tanto.
Ma la mancanza di tempo e le problematiche ormai note del mio piede ne hanno diminuito nel tempo l’efficacia. Così mi sono dovuta trovare qualcosa di più performante.
Certo, corro ancora, ma non mi regala più il sollievo di prima. Quindi, mi sono dovuta ingegnare ad esplorare nuove realtà.
Non di solo step coreografato si campa, alla fine della fiera.
Così, dopo aver provato un po’ di tutto, ho riscoperto la boxe, o meglio, la fitboxe.
Cos’è, vi chiederete voi profani.
Si tratta, in pratica, dell’allenamento della boxe messo a tempo di musica. Una combinazione fatta di ganci, jab, montanti, cross, calci, ginocchiate e chi più ne ha metta.
Divertente, aerobica, allenante.
Pare che faccia persino molto bene alla linea e che sia molto tonificante. Aiuterà nell'eterna lotta contro la cellulite?
Senza considerare il lato sociale, visto che la mia classe di fitboxe sembra metà da un manicomio e l’altra metà da un penitenziario.
E non c’è niente di più defaticante per il mio cervello di quattro risate e due cazzotti tirati al punchball, magari visualizzando.

Ecco sì, il segreto è proprio questo.
Stai lì, a prendere a mazzate il povero ed indifeso punchball, e all’improvviso esso prende forma, cambia, si trasforma.
Non è più il docile cilindro giallo riempito di sabbia che ti stava davanti immobile e bovino. D'un botto davanti a te c’è il collega rompiballe, il ragazzo che ti ha tradito, il vigile urbano che t’ha fatto la multa, il capufficio che dopo 10 anni di lavoro non riconosce il valore del tuo lavoro.
Tutta gente che un paio di gomitate in bocca se le meriterebbe pure dal vivo, insomma.
E poi ad immaginare non si fa nulla di male.
Non credo sia nemmeno peccato.

Bum bum bum.
Jab, cross, jab. 
Bum, bum, bum.

Un cazzotto dopo l’altro, la rabbia si allenta, la tensione svanisce, il sorriso può tornare a spuntare. Montante, jab, calcio circolare. E ti immagini come sarebbe se la ginocchiata che stai per sferrare colpisse quell’imbecille proprio lì, ai gioielli di famiglia.

Cross, jab, cross.

Una bella gomitata in bocca a quella lì, che zitta proprio non ci sta mai. Saputella del cazzo, ti faccio ingoiare tutti i denti. nella mia immaginazione, evidentemente.

Non che sia una manna miracolosa o che valga come psicoterapia, ci mancherebbe.
Però nel corso dell’inverno mi ha aiutato a buttar fuori la rabbia repressa.
Non tutta, ma un po’ sì.

Per l’autunno mi sono messa in testa di frequentare una palestra dove si pratichi anche la boxe femminile. Non che voglia diventare la nuova Maggie Fitzgerald, non ne ho né la stoffa né il fisico.
Ma per ora lo trovo estremamente divertente e rilassante.
Poi, magari tra un anno, mi passerà e troverò qualcos’altro con cui dominare il mio caratteraccio.

Speriamo di non appassionarmi al bungeee jumping…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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