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18 gennaio 2005 2 18 /01 /gennaio /2005 10:33
Consigliata da chi di cinema se ne intende, ho trascinato i miei amici in un piccolo cinema in centro a vedere l’ultima fatica di Ken Loach, “Un bacio appassionato”, prima commedia romantica del più rosso dei registi.
E nonostante il piccolo cinema non avesse tutte le comodità del multisala Warner, non siamo rimasti delusi…

La storia si basa su una rivisitazione del tema “amore impossibile”, una sorta di Romeo e Giulietta dei nostri tempi, in cui i Montecchi e i Capuleti sono sostituiti dai messaggeri, o presunti tali, di Gesù e Allah.

Casim è un ragazzo pachistano di seconda generazione che vive a Glasgow. Lavora come DJ nei locali più alla moda della città e sogna di riuscire a possedere, un giorno, un nightclub di sua proprietà. I suoi genitori, Tariq e Sadia, sono musulmani praticanti e vorrebbero che Casim sposasse la bella cugina Jasmine, che presto arriverà diretta e illibata dal Pakistan. Ma le cose cambiano quando Casim incontra Roisin, una ragazza che insegna nella scuola di sua sorella Tahara, piccola ribelle che vuol fare la giornalista e vivere secondo le sue idee, e che gli sembra molto diversa da quelle che ha conosciuto finora...

Il titolo del film è tratto da un verso di una poesia di Robert Burns, scritta nel 1791 e musicata fino a diventare una specie di canzone popolare, cantata nei momenti più importanti del film

AE fond kiss, and then we sever
Ae fareweel, alas, for ever!
Deep in heart-wrung tears I'll pledge thee,
Warring sighs and groans I'll wage thee!


Non sono una grande esperta di Loach e non conosco a menadito la sua filmografia. Anzi, mi considero una profana. Ma posso capire lo sbigottimento dei fan della prima ora.
Un po' come se Tim Burton girasse un film normale: ecco, io ci rimarrei malissimo.

So però che questo è un film molto diverso per lui, la sua prima commedia romantica, recitava lo strillo sul manifesto.
Ed è stato molto criticato, un po' da tutti a quanto pare...

Oh, che vi devo dire? A me è piaciuto molto e mi sento anche di consigliarlo caldamente, per quanto il mio giudizio cinematrografico possa valere meno di zero.

Mi è piaciuta la leggerezza con cui viene affrontata tutta la questione, senza cadere nel melò e nel caramello gratuito.
Mi è piaciuto perchè è un film vero, dolce e delicato, in cui i sentimenti ed i valori veri alla fine vincono su tutto. E l'ironia di cui è pervaso il film, la leggerezza dell'innamoramento che il regista ha saputo cogliere.
Mi è piaciuto il confronto tra due mondi che vivono a pochi isolati di distanza, ma che non si conoscono nemmeno un po', oltre a trovare difficoltà immense nel progredire gli uni verso gli altri.
Mi è piaciuto il finale, perchè non è il classico happy end in cui tutti si abbracciano felici e melensi come nei film Made in Usa, magari ballando allegramente una canzone indiana facendo tintinnare braccialetti e cavigliere.

Insomma, se avete l'occasione andate. Non ve ne pentirete.
E se ve ne pentirete, io abito troppo lontana dal 80% abbondante dei lettori di questo blog.


Ah, dimenticavo. Mi è molto piaciuto anche il protagonista maschile del film, decisamente non male e decisamente il mio tipo. E anche la stravagante signora seduta davanti a me pareva apprezzare, specie nelle scene più sensuali.

Concludendo, un film sull'amore diverso, non banale e non affettato.
Sensibile e vero.
Vibrante e realistico.
Una storia d'amore pulita e col coraggio delle proprie scelte.

Che vorrei capitasse anche a me.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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