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13 giugno 2006 2 13 /06 /giugno /2006 12:54

Tutti i miei amici si stanno accoppiando.
No, non carnalmente.
O almeno non solo.
Tutti o quasi, insomma.
Una discreta percentuale, via.

Non mi era mai capitato prima.
Ma immagino che sia un destino naturale.
O no?

Prima o poi si cresce, si mette la testa a posto e si smette di vivere nel tipico limbo post-adolescenziale in cui navigano a vista i single.
O no?
Bisogna evolversi rientrando nei canonici schemi impostici da madre natura e dalla logica imparziale e naturale delle cose, mutando in creature dotate di anello.
O guinzaglio.
O entrambe. Magari.

Sano. Giusto. Sacrosanto.
Mia nonna approverebbe, ché la testa uno la deve mettere a posto.
No, niente invidia o gelosia.

E poi io sono contenta se vedo felici i miei amici, specie se poi riesco ad essere il deus et machina di tutta la faccenda, come un Mangiafuoco parecchio più trendy e senza pancia e baffi. Forse.

Solo che, in tutto questo sbocciare e rutilare di amori e relazioni, simpatie ed ammiccamenti… io rimango sempre sola.

Ora, non per enfatizzare la mia già patologica forma di sindrome della Piccola Fiammiferaia, però è così.

Intorno a me fioriscono, nascono e maturano amori, amorucoli o semplici flirt.

La vita, ovviamente, scorre.

Quello che mi sorprende di più tuttavia è proprio il naturale svolgimento della cosa in sé.

Che a me manca.


Ma andiamo per ordine e con un approccio scientifico che non guasta mai.

In genere, queste cose vanno con un ordine prestabilito, attraversando fasi che potremmo dire standard:
- il primo incontro

- la conoscenza e l’attrazione

- inizio del rapporto

- sesso

- consolidamento del rapporto


Ecco, io nelle prime quattro fasi sono una campionessa olimpica.
Bravissima.

Ma nella fase del consolidamento sono proprio una pippa. Oppure, avvenuta profonda conoscenza della mia persona, l’omuncolo di torno scappa a gambe levate.

Anzi, ora che ci penso… non è neanche così facile per me seguire l’iter di cui sopra, che sembra così normale e chiaro.

Sembra che sulla mia strada si parino innanzi solo disturbati problematici e leggermente paranoici, allergici a qualsiasi tipo di rapporto normale. Anche solo vagamente normale.
Saranno i feromoni tararti male? Forse sarebbe meglio cambiare profumo…

Oppure sarà che vivo di stereotipi?

Ma non ci viviamo tutti?

E allora perché ne faccio le spese solo io?

Sono il femminile di Peter Pan, una che non si accontenta mai o più semplicemente una povera trentenne perseguitata dalla sfiga?
Oppure non sono fatta per certe meccaniche interne che non capisco, non so interpretare, non so mediare col mio carattere troppo complicato e mutevole.
Magari la mia irrazionalità e follia latenta attira il maschio medio italiano e poi, terrorizzato, ne causa la fuga con una velocità folle, come se avessero messo dei cristalli di dilitio nel suo motore a curvatura.


Non che la mia condizione di single mi pesi più di tanto.
Anzi, credo di essermi patologicamente abituata a pensare singolo ed a non contemplare nelle mie decisioni un’altra persona. Credo che avrei difficoltà, che andrei comunque rieducata a pensare doppio.

Non mi pesa la mia condizione, no. O almeno, non mi pesa tutti i giorni e tutti i giorni allo stesso modo.

O forse non mi pesa finché sono allegra e mi diverto.

O finché non vengo confinata allegramente nel tavolo dei bambini alle cene familiari.

 

Pazienza.
Finirò a fare la zia zitella dei miei innumerevoli nipoti e verrò invitata alle cene di Pasqua e Natale a turno da tutte le mie “famiglie allargate” e chiamata a fare la babysitter nelle serate di libera uscita degli ingabbiati genitori.

Ma solo quando mi và.
Ché, andando per stereotipi, i figli sono belli quelli degli altri.

Dicono.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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