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21 febbraio 2007 3 21 /02 /febbraio /2007 21:02

A Perugia è esplosa una nuova mania.

Più forte delle pashmine dei folignati, più dirompente dei capelli pieni di gel e sapientemente spettinati per tre ore davanti allo specchio. Più obbrobriosa degli hot pants di jeans e più dilagante delle scarpe a punta tonda modello Nonna Papera.


E’ la rotonda.

     

Implacabile, plagiando le povere menti degli amministratori comunali, sta invadendo tutta la provincia.


La rotonda, cari lettori, è tra noi.


Una provincia che enumera meno abitanti di un singolo quartiere di Roma. Una provincia pigra, sonnolenta  sprofondata nella sua borghese, costruita e finta vita quotidiana.

Una provincia pulsante, frenetica e viva come una tisana al finocchio.

Ce n’è davvero tutto questo bisogno?

Mefistofelici e misogini ingegneri si aggirano per le valli e le colline perugine progettando mostri di cemento anche laddove non solo non ce ne sarebbe oggettivo bisogno, ma manca anche lo spazio fisico.

Il tutto, ovviamente, per migliorare la viabilità.

Almeno questo è quello che dicono.

Quello che vogliono farci credere.

Invece è tutto un piano diabolico per assoggettare le menti dei cittadini al loro volere, ovvio.

Certo, certo.


Perché tutto questo dilagare delle rotonde ha un solo colpevole: una forza aliena che vuole controllare la Terra istupidendone gli abitanti.

Avete mai provato una rotonda? Io per arrivare al lavoro ne devo fare tre. Ora, gira e rigira, mi sento come quando da bambina mi sentivo stordita dopo un furioso girotondo all’asilo, quando si finiva tutti gambe all’aria.


Giro girotondo,

casca il mondo,

casca la Terra…

tutti giù per terra!!!


Ah, beh! Ed è proprio questo che vogliono gli alieni, non lo capite?

Tutte queste complicazioni, laddove non c’è necessità, non possono essere frutto di mente umana!


Per quanto possano essere distorte le menti degli ingegneri medi, e io credo lo siano parecchio, non credo possano arrivare a tanto!

Un noto amministratore locale, interrogato sul perché di un cambio di viabilità con conseguente creazione di numero 4 rotonde in una zona relativamente tranquilla e trasformatasi in un vespaio dopo il lungimirante intervento, rispose: ”Nelle città c’è traffico, bisogna abituarsi!”

Ho capito, ma noi a Perugia siamo in cinque, che traffico vuole che ci sia? E se non c’è, siccome fa figo, ce lo dobbiamo creare?

Ecco, questo non vi pare un discorso da posseduto dagli alieni?

Lo sapevo,  la mia teoria si confuta da sé.

 

Come se tutto ciò non bastasse, ci si mette anche il guidatore medio, soprattutto anziano, per il quale la rotonda è e resta un fitto mistero.

Ci sono due corsie al suo interno? Orbene, chissà perché, visto che ne basta una!

E costui si ostina ad usare solo l’esterna, bloccando il traffico e generando ritardi ed incidenti.

Perché, loro, le rotonde a scuola guida non le hanno studiate. E non è che ci sono i corsi di aggiornamento per posta. Non capiscono che nella corsia interna si gira e in quella esterna si entra ed esce dalla rotonda stessa.

Ed i signori col cappello, spesso, le rotonde le prendono pure contromano.

L’ho visto coi miei occhi, signori della corte: io c’ero.

E questo è un altro punto del piano diabolico degli alieni: dopo averci intontito a forza di girare, aspetteranno che gli incidenti ci sterminino.
O che le gente, a furia di litigare per precedenze e affini, commetta omicidi a ripetizione o muoia di infarto.

Ah, che geni!

Che menti superiori!

Ho paura di svegliarmi una mattina, prendere la macchina e trovare una rotonda anche nel mio paese di 500 anime, affacciato sul Trasimeno e stretto tra le colline.

Paese che, lo ricordo, ospita l’unico semaforo del comune.
Non è mica poco.

Ma, come sempre, le entità aliene hanno fatto i conti senza l’oste, sottovalutando la potenza della mente umana. Non ce la possono fare, perderanno anche questa volta, senza nemmeno bisogno che ci pensi Will Smith.

Basterà lui: il semaforo.


Ebbene sì.

Eppure bastava riflettere.


Le rotonde servono ad eliminare principalmente incroci pericolosi e semafori perditempo.

Ma il semaforo ha una sua utilità non solo cromatica.

Serve a rimpolpare le casse dell’amministrazione comunale, sempre più vuote e deserte dopo l’avventura Minimetrò.
Come? Scattando simpatiche foto a chi, sbagliando, passa col rosso.

Perugia risulta essere uno dei comuni a più alta concentrazione di incapaci alla guida, visto il numero sproporzionato di multe.
Oppure, una provincia di daltonici.

Sempre colpa degli alieni?

No, non credo.

Perugia, velo ricordo, oltre ad essere la patria del Bacio Perugina è anche la città degli avvocati e già c’è chi tira fuori la ridotta durata del giallo (ma si può passare col giallo oppure no? Ah, non fossero passati dieci anni dall’esame di scuola guida!!) e la malafede dell’amministrazione comunale il cui deficit clamorosamente in rosso finisce sulle pagine dei quotidiani un giorno sì e uno sì come le tagliatelle di Giovanni Rana.

Sarà vero?



Secondo me bisognerebbe chiederlo ad E.T…

       

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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