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27 aprile 2009 1 27 /04 /aprile /2009 15:44

L’ambiente è importante.

Bisogna tutelarlo.

Abbiamo un solo pianeta, no?

E allora trattiamolo bene, non lo insozziamo tutto con le nostre porcherie e ricicliamo.

Benissimo.

Ci sto, come già ampiamente dimostrato.

Anche se a volte penso ci vorrebbe una laurea specialistica in monnezzologia.

 

Ora, io vivo nel parco del Trasimeno, e Dio (e la Regione Umbria insieme a lui) ha voluto che 5 anni fa  fosse preso a prova ed esempio insieme ad altri comuni per testare la raccolta differenziata. Il progetto si divide in tre fasi, chiaramente esplicate in volantini piovuti a pioggia sulle nostre teste:

FASE 1

Nascita delle Riciclerie in ogni comune interessato, cioè luoghi in cui portare carta, plastica, vetro, alluminio e quant’altro già diviso. Gli utenti, dotati di una tesserina magnetica, possono usufruire di uno sconto sulla TARSU in base al principio “più ricicli, più risparmi”. In Ricicleria si può portare di tutto, dagli elettrodomestici alle foglie raccolte in giardino: loro smaltiscono e inviano tutto ad apposite società che riciclano il riciclabile ed anche di più.

Non so come mai, io continuo ad immaginarmi orde di gnomi che con martello grande come la loro testa piallano, battono e incidono i rifiuti fino a farli diventare cose nuove e d utilizzabili.

FASE DUE

Viene fornito un pratico kit ad ogni nucleo familiare: cesta per la carta, buste blu per la plastica, cestino per il biologico e buste biodegradabili. Nella fase due diligenti operatori ecologici fanno il giro del quartiere una mattina a settimana ritirando a alternativamente plastica e carta, mentre per gli altri materiali rimane tutto come sopra. La novità consiste nel biologico, cestino apposito in cui gettare avanzi di cibo, resti della cucina, fazzoletti, ecc. Il tutto in appositi sacchetti biodegradabili forniti dalla Ricicleria e da gettare SOLO nell’apposito cassonetto.

FASE TRE

Spariscono TUTTI i cassonetti tradizionali. TUTTI. Ad ogni nucleo familiare è fornito un casso nettino da tenere in giardino, garage, ecc in cui mettere il residuo, cioè quello che non si ricicla. Siccome questo ha un codice che riporta direttamente al TUO nome se sbagli a riciclare un operatore ecologico ti suona alla porta e ti tratta male, deridendoti per la tua incapacità. Inoltre la TARSU si paga sul numero di scarichi del residuo effettuati, sempre sul principio base “più ricicli, più risparmi”.

 

Accade che il mio paesello sia entrato in FASE TRE.

Spariti i cassonetti tradizionali, dopo un primo momento di sbigottimento, anche se il pagamento proporzionale della TARSU partirà dal 2010  si è scatenata la guerra della spazzatura.

Cassonetti coi lucchetti, tavole rotonde con le mie amiche per capire se l’alluminio si può riciclare e cosa bisogna farne della carta stagnola, gente che spia il riciclo del vicino denunciando i lavativi alla TSA, question time su dove vada effettivamente gettato il tetrapack e lotte intestine tra condomini sfociate nel furto di due cassonetti del biologico.

Per fare che cosa, poi, me lo devono ancora spiegare.

 

Alle poste, al supermercato e pure dal tabaccaio non si parla d’altro, e riciclare è diventato motivo d’orgoglio.

Chi non lo fa viene additato come un mascalzone, ché la monnezza è una cosa seria.

Vè, pure le pile ho buttato nel raccoglitore” si vanta la signora in ciabatte alla cassa del supermercato, mentre appoggia i bastoncini Findus sul nastro trasportatore e si ravvia la cofana fresca di lacca.

“Ah, bèh! Io pure le medicine scadute del por Giovanni le ho ricilate! Le ho buttate tutte nel cesto davanti alla farmacia!” gli fa eco una vecchina  tutta grinzosa.

Ma l’sa” risponde l’altra “ho beccato uno de fori che buttava la sua monnezza nel MIO secchio!” Seguono facce sconvolte all’alimentari, con brusio di disapprovazione “Ah, ma io l’ho inseguito con la scopa, vè!!

Le vecchine annuiscono, l’ordine è stato ricostituito ed io ridacchio perché un secchio mio ancora non me lo hanno portato e giro con la busta della spazzatura cercando di buttare abusivamente il residuo qua e là.

Ah, la cosa non ha certamente avuto la solidarietà dei miei vicini, che hanno provveduto con robusti lucchetti ai loro cassonetti, mortacci.

Ma le signore non lo sanno, mi credono una di loro.

Mettono la spesa nella busta di cotone che arrotolano nella pochette, ché è più ecologico, e tornano a casa trotterellando.

Soddisfatte.

 

Rivendicando la loro proprietà anche sulla monnezza.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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