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29 ottobre 2007 1 29 /10 /ottobre /2007 22:47
Da piccola mi arrivavano con una certa frequenza le cd. "Catene di Sant'Antonio".
Povero Santo protettore degli animali... ma lui che c'entra???

Il nome deriva dalla abitudine abbastanza diffusa che consisteva nell'inviare per posta lettere ad amici e conoscenti allo scopo di ottenere un aiuto ultraterreno in cambio di preghiere e devozione ai santi.
Negli anni '50 erano già molto diffuse lettere che iniziavano con "Recita tre Ave Maria a Sant'Antonio..." e proseguivano descrivendo le fortune capitate a chi l'aveva ricopiata e distribuita a parenti e amici e le disgrazie che avevano colpito chi invece ne aveva interrotto la diffusione.
Avvolta nella leggenda metropolitana è la versione che circolava durante la prima guerra mondiale sotto forma di preghiera per la pace ed interpretata da ministri e funzionari di pubblica sicurezza come  propaganda nemica da sopprimere.
E forse la censura qui non avrebbe sbagliato di molto.

Liberatesi dal contenuto religioso cattolico, le "Catene di Sant'Antonio" si sono scatenate, entrando nella leggenda. Figlie di un'epoca che non c'è più, mi arrivavano scritte a mano o, se andava bene, ciclostilate o fotocopiate. Spesso il mittente di tale allucinante scocciatura era non solo anonimo, ma anche abbastanza soddisfatto per averti causato una sì rovinosa rottura di balle.
Già.
Perchè se veramente una persona corretta (di anni otto più o meno e in un'epoca databile intorno agli anni '80) avesse avuto intenzione di rispettare i precetti contenuti nella catena avrebbe dovuto nell'ordine:
a) ricopiare a mano per un numero n indicato nella lettera (ma mai inferiore a 15, non so per quale assurda legge interna alle catene) la missiva ricevuta. I più fortunati potevano avvalersi di carta carbone e quelli davvero tecnologici della fotocopiatrice, ma restava un gran sbattimento lo stesso.
b) imbustare le suddette lettere
c) raccattare a destra e manca indirizzi di malcapitati destinatari di cotanto tedio, che al ricevimento della missiva avrebbero di certo inveito contro i parenti morti del mittente fino alla decima generazione
d) scrivere a mano gli indirizzi sulle buste
e) affrancare le buste stesse
f) consegnarle nelle mani delle Poste Italiane.

Tutto questo trantran senza senso per evitare la sfortuna, il malocchio e/o aiutare un bambino malato e/o diffondere una notizia esageratamente allarmante (e falsa).
Il tutto servito con condimento di storiella moraleggiante, che informa il malcapitato che la lettera che ha in mano (sì, proprio quella!!!):
- ha già fatto 45 volte il giro del mondo. La vuoi forse fermare tu? Anatema!!!!
- è approvata dal Dalai Lama, da Padre Pio, da Osama Bin Laden e pure da Sandro Pertini, nonché da un noto santone zulù in Africa Centrale.
- non è uno scherzo, levatelo dalla testa anzi non ci sperare nemmeno.
- sbrigati a diffonderla, perchè non puoi tenerla più di 48 ore o giù di lì. Pigrone!

Inoltre, se la diffonderai con le tempistiche e modalità giuste avrai fortuna in un modo esagerato. Ricorda che il Sig. Adolf Cippalippa ha fatto tutto a modino ed ha vinto 999 miliardi alla lotteria, mentre la Sig.ra Johanna Pincopalla ha vinto un viaggio intorno al mondo, ha conosciuto un miliardario che si è follemente innamorato di lei e ora vive in una villa a Beverly Hills.
Ma attenti!
Il Sig. Mark Trallullera l'ha cestinata e la sua azienda è fallita, la moglie gli ha messo le corna con l'idraulico e gli si sono incarnite tutte le unghie dei piedi. Per non parlare del povero Jeremiah Bischeri che ha dimenticato di inviarla ed è stato attaccato da uno stormo di piccioni assassini.

Potevano le catene scomparire con le spalline degli anni’80?

Con l’avvento di Internet, al contrario, sono diventate una vera piaga complice la facilità di inoltro e di diffusione. La procedura si è snellita notevolmente e si presenta spesso sotto forma di allegato Powerpoint:
- tasto inoltra
- richiami dalla rubrica i malcapitati destinatari
- invio
Decisamente facile.
Decisamente invasivo.
Vorrei conoscere chi si prende la briga di creare questi file. Lo vorrei conoscere e chiedergli: “Perché? Perché tanto odio?”. Per capire se ha avuto un’infanzia infelice, se soffre di solitudine, se ha dei problemi. O se è solo stronzo. Oppure vorrei stenderlo con un destro, dipende…
E’ vero che nessuno di noi è obbligato a far girare tutta questa mondezza via mail, ad intasare le caselle di posta e a generare spam. Ma come si fa? Si può resistere?

E se poi mi attaccano i piccioni assassini?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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