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24 maggio 2007 4 24 /05 /maggio /2007 01:07
Leggere non è un passatempo come un altro.
Non è come fare la maglia, o piantare un roseto. Massimo rispetto per tutti gli hobby, per carità, anche per l’uncinetto.
Mia madre è una campionessa del punto catenella avvitato all’indietro e carpiato in avanti.
Il punto è che leggere non è solo un modo per far passare le noiose code dal dottore o alle poste. Non è connesso nemmeno alla voglia di conoscenza o alla necessità di imparare qualcosa. Semplicemente leggere è una passione.
Leggere è la voglia di entrare in un mondo nuovo, aprire le finestre ad una vita che non è la nostra e sederci dentro comodamente. Vivere emozioni, storie e luoghi lontani.
Affogare in sentimenti che non ci appartengono, scovare posti, vivere vite.
Scordarsi per un attimo di essere Phoebe e diventare qualcuno diverso.
Simile o opposto.
Comunque diverso.
Leggere è guardare dentro uno specchio deformante: non siamo del tutto noi, ma non siamo nemmeno un’altra persona.
Un pezzettino di noi rimane, storpiato dalla foga della narrazione. Eppure è lì, presente, in uno scambio senza fine tra cui legge e chi mette le parole sulla carta.

Il mio amore per la lettura, nonché la feticistica passione per il possesso dei libri, mi hanno spinto a rispondere alla catena lanciatami dal duo di di CoffeePlease.

Cinque incipit di libri importanti, che hanno significato qualcosa. Non i più belli, non i più importanti. Solo cinque libri che hanno significato qualcosa.
Eccoli a voi.

Il teorema della mucca nuova - Laura Zigman
Se un anno fa qualcuno mi avesse domandato perché secondo me gli uomini mollano le donne e non si fanno più vivi, avrei risposto: Mucca Nuova. Mucca Nuova sta per Teoria della Mucca Nuova, che a sua volta sta per Teoria della Mucca Vecchia e della Mucca Nuova che, in sintesi, illustra un’amara, triste verità. Gli uomini mollano le donne e non si fanno più vivi perché a loro interessano solo le Mucche Nuove. La teoria non è farina del mio sacco, anche se io le ho dato un nome nuovo e l’ho perfezionata in base alle mie esigenze.

Survivor – Chuck Palahniuk
Uno, due, tre. Prova.
Uno, due, tre. Prova. Prova.
Forse quest’affare funziona. Non lo so. Neanche so se riuscite a sentirmi. Ma se ci riuscite, ascoltate. E se state ascoltando, bé, allora quello che avete trovato è la storia di tutto ciò che è andato storto. Questo è il cosiddetto registratore di volo del Volo 2039. la scatola nera, come si dice, anche se è arancione. Dentro c’è un nastro metallico, cioè la registrazione incancellabile di quello che resta. Quello che avete trovato è la storia di ciò che è successo.

Il piccolo principe – Antoine De Saint-Exupéry
Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. Eccovi la copia del disegno. C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla. Dopo di che non riescono più a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”. Meditai a lungo sulle avventure della jungla.

Fahrenheit 451 – Ray Bradbury
Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo tra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia.

Piattaforma – Michel Houellebecq
Mio padre è morto un anno fa. Io non credo alla teoria secondo cui si diventa veramente adulti solo alla morte dei genitori: veramente adulti non lo si diventa mai. Davanti alla sua bara ho avuto pensieri incresciosi. Si era goduto la vita, quel vecchio porco; se l’era spassata alla grande. “Ti sei riprodotto” gli dissi tra me e me con una certa foga, “hai ficcato il tuo grosso uccello nella fica di mia madre”. Diciamo pure che ero piuttosto teso: non capita tutti i giorni di avere un morto in famiglia. Il cadavere m’ero rifiutato di vederlo. Ho quarant’anni e di cadaveri ne ho già visti abbastanza; adesso preferisco evitare. Che poi è il motivo per cui non ho mai voluto animali domestici.

La mia selezione è sicuramente discutibile.
Manca molto di me, ma ce n’è anche abbastanza da far girare la testa.
Un gran calderone fatto di classici ed attualità, banalità e scelte azzardate.
Proprio come sono io.
Inoltre, come noterete cliccando sui link correlati, si tratta anche di libri dai prezzi abbordabilissimi. e al giorno d'oggi non è poco.

Passo la palla e la catena a tre lettori di un certo livello, anche se molto diversi da tra di loro: il creativo, dinamico e donnaiolo della Bassa (nonchè segretamente innamorato di me) Trip; il polemico, affabulatore e sfacciato Lucenellarete (anche se legge Dan Brown); l’affascinante Giuseppe, curioso ed alla ricerca di sé e degli altri.
Attenti a non interrompere la catena.
Chi la spezza non avrà certo sette anni di sfortuna, ma incapperà in un libro noiosissimo dopo l’altro fino alla fine del mondo e verranno torturati a suon di Susanna Tamaro e Federico Moccia.
Nei secoli dei secoli.
Amen.
E non tromberà per un anno, ovviamente.

Vedete un po’ voi…

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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