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8 luglio 2008 2 08 /07 /luglio /2008 22:30
Nel mio appartamento non prende il cellulare.
Mi ritrovo così ad andare in giro col telefono in mano alla ricerca di almeno mezza tacca, sentendomi come Ceccherini nel “Ciclone” che, con in mano uno scolapasta, cerca di sintonizzare RaiUno.

Come se non bastasse, la mia connessione UMTS funziona random (ndr. cioè quando cazzo gli pare a lui) rendendo le sorti del mio blog alquanto aleatorie ed il mio sistema neurologico assai instabile.

Capirete bene come ogni volta che vedo Ilary Blasi cantare zubizubibu zubzubibù baby I love you o quei tre rintronati di Aldo, Giovanni e Giacomo giocare a beach volley mi metta a sognare ad occhi aperti che il dinosauro della nuova pubblicità della Wind se li sbrani tutti, sputando solo le ossa di lunghezza superiore ai 50 cm.
Gnam.

Tuttavia finora la situazione mi era parsa ampiamente accettabile.
Fino a ieri sera.
Torno dalla lezione di heat program (di cui parlerò presto diffusamente, non temete) per scoprire che anche la televisione mi ha abbandonato.
Non solo la mia televisione, ma tutte quelle di casa vittime innocenti di un cortocircuito della centralina dell’antenna.
Tutto merito degli impianti fatti in economia da mio padre con orgoglio tronfio.
Mio padre che è in pensione.
Ma che faceva il ragioniere.
Mica l’elettricista.
O l’antennista.
Chiaro, no?

Voi direte:

“Meglio tanto la tv è tutta spazzatura!!”
“Che ci fai con la tv d’estate? Esci, no!”
“Leggiti un bel libro, molto più interessante!”


E via discorrendo.
Ora, a parte che ieri sera c’era “Numb3rs” e che fuori da casa mia c’era l’invasione armata dei moscerini, determinati come cyloni a disintegrare la razza umana, a me la tv serve per fare le cose.
Come rientro a casa io accendo la televisione. Nella quasi totalità dei casi, nemmeno butto l’occhio sullo schermo, ma mi serve solo come rumore di sottofondo.
Mentre riordino, pulisco, mangio, leggo, piego i panni, canticchio, mi vesto, mi asciugo i capelli, mi trucco.
A volte pure per dormire.
Il rumore di sottofondo mi serve da catalizzatore, come una specie di ritmo interno che mi dà la carica a fare.
Già, io per mettermi in moto devo avere intorno a me il rumore.

E questo non perché io non sopporti il silenzio o non sappia stare da sola coi miei pensieri.
Anzi. In silenzio il mio cervello inizia ad andare a mille all’ora.
Rifletto.
Creo storie.
Immagino mondi.
Mi racconto favole.
Scrivo post immaginari. Magari anche questo è un post immaginario e voi siete vivi e lo state leggendo solo nella mia testa.
Lascio andare i pensieri a briglia sciolta.
La mia mente vola via, divaga.

Bello, vero?
Però non molto compatibile con uno stile di vita moderno che possa accompagnare le tue giornate, a meno che tu non stia indossando il comodissimo ed ultra-traspirante vestitino bianco a maniche lunghe con l’allacciatura posteriore.

Quindi spero francamente che il mio abilissimo padre abbia vinto la sua personalissima battaglia con l’orgoglio e che abbia quindi chiamato l’antennista.
Ma, se è vero che il DNA non è acqua e che io ho lo stesso naso di mio padre (rendendo improbabile qualsiasi insinuazione), anche stasera e domani e ancora il giorno successivo sarò senza tv e probabilmente orfana del mio genitore maschio, rimasto fulminato nel tentativo di aggiustare la maledetta cassettina.

Lo so, lo so.
Lo so cosa state pensando.

Ho proprio bisogno di una vacanza…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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