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16 novembre 2007 5 16 /11 /novembre /2007 01:17
Amore, amore, amore.

Se ne parla sempre, se ne racconta troppo.
Romanzi di tutte le epoche hanno venduto milioni di copie, film e canzoni hanno fatto fortuna osannando ai quattro venti questo folle sentimento.
Già prima dell’avvento della carta stampata, stornelli e cantastorie giravano l’Europa cantando le gesta di cavalieri innamorati della principessa promessa ad un altro.
Eroine pure, cavalieri coraggiosi, amori impossibili, con il cruciale happy end niente affatto scontato ed i cuori degli ascoltatori palpitanti.
I greci, prima ancora, si erano pure inventati un grazioso angioletto, tal infame Cupido, che se ne girava per il mondo sparando frecce magiche “innamoranti” a destra e sinistra. Come se innamorarsi fosse così facile, come se succedesse così, da un momento all’altro.

Come se esistesse l’amore a prima vista.
Love at first sight.
Sì, certo.
Panzane.

Amore.
Tutto parla dell’amore, lo mette al centro della vita come se non si potesse vivere senza.
Forse perché vende, la gente vuole crederci, avere una speranza.
Un sentimento sovrastimato, è fuori d’ogni dubbio.
Della cui esistenza reale non esiste prova provata.

L’amore vende, fa comprare, fa girare l’economia.
Questo lo sanno tutti, anche i meno maliziosi. Non per niente nelle pubblicità si fa ampio ricorso ai temi dell’innamoramento, della passione, dell’amore in soldoni. Persino il più famoso dei cioccolatini si chiama “Bacio”, proprio per richiamare l’attenzione sul nesso cioccolato/amore. O (magari), richiama semplicemente il sesso. Che, rimanga in confidenza tra di noi, fa vendere ben più dell’amore platonico…
Ah, che geni i creativi della Perugina del tempo che fu, avevano già capito tutto…

Ma che cos’è ‘sto tanto sbandierato AMORE?
I più cinici tra gli esseri umani lo chiamano mera necessità di affiliazione, desiderio di accomunarsi a qualcuno, necessità dell’animale-uomo di non essere solo ad affrontare il burrascoso viaggio della vita. Insomma, si sa che vivere non è facile, mandare avanti la barchetta da soli non è molto facile ed allora perché non essere in due a remare? Di sicuro ci si sente meno infelici e soli, ed allora… ecco qui l’amore!
Poi, dal punto di vista sociale, è indispensabile uscire dal guscio del proprio isolazionismo e creare gruppo familiari che facciano andare avanti la società nei secoli dei secoli. Per questo alle donne viene inculcato il mito maschilista del principe azzurro, perché si aggreghino e procreino! E quindi, quale miglior specchietto per le allodole dell’amore? E brave le allodolole a crederci!!!
E il sesso? Dove lo mettiamo il sesso? L’attrazione fisica, quella fulminante, che parte dal basso ventre e vi impedisce di ragionare? L’irrazionale voglia di strappare i vestiti alla persona che vi sta davanti, a lottare per poterla avere e “sopraffare” fisicamente, dove la mettete? E la necessità del possesso, sia fisico che mentale? La smania, la bramosia che ci accomuna alle bestie? E’ amore questo?

Che poi, ad analizzare bene i sintomi delle persone che dicono di esserne stati folgorati, l’amore assomiglia più ad una malattia che ad un sentimento puro e semplice.
Allora, magari, la risposta è semplice: l’amore è una malattia psicosomatica che affigge quelle povere personalità che non sanno bastare a sé stesse.

Analizzando i vari casi, l’amore dovrebbe provocare tutta una serie di problematiche più o meno gravi:
- cardiaci (batticuore, aritmia, dolore al petto)
- alla vista (vedere il mondo rosa non è normale)
- ormonali (no comment...)
- gastrici (inedia, inappetenza, vuoto allo stomaco)
- cerebrali (stato confusionale perenne, sbalzi umorali, occhio sbarrato, sguardo vuoto. E poi vi sembra normale vedere pigolare al telefono una persona che pensavate integerrima?)
Ecco, la risposta è questa al quesito più vecchio del mondo: l’amore è una malattia.
Ora è tutto chiaro, cristallino.
Mi rimane solo un inquietante interrogativo.

Vorrei solo sapere come ho fatto a prenderla…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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