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10 luglio 2008 4 10 /07 /luglio /2008 12:53

Fare il genitore non è facile.
I figli non fanno mai quello che dovrebbero, crescono, si ribellano, cambiano, si evolvono, entrano in conflitto coi genitori.

E, forse, il bello è questo.

Ma essere genitore non è facile, specie quando la vita ti pone davanti scelte difficili, pesanti come colonne di travertino.

Questa è la storia di Beppino Englaro, la cui figlia appena ventunenne Eluana  rimane vittima di un incidente gravissimo e finisce in coma neurovegetativo.
Tutto ciò accade 16 anni fa, un pomeriggio di gennaio del 1992, un pomeriggio come tanti.
L’ultimo per Eluana.
Sedici anni fatti di speranze disattese, di illusioni, di dolore. Sedici anni passati con una spina conficcata nel cuore, guardando il cuore di sua figlia battere artificialmente, l’involucro che il suo corpo è diventato deteriorarsi invece che maturare nel corpo di una donna.
Chissà quanti sogni aveva Eluana, chissà quanti progetti.
Chissà per chi batteva il suo cuore, se era mai stata innamorata.

La sua vita si è interrotta 16 anni fa e suo padre ha fatto ricorso al Tribunale di Milano che, dopo una lunga e penosa battaglia legale, ha concesso l’autorizzazione ad interrompere, in accordo con i medici, il trattamento che tiene in vita quella che era la sua bambina, permettendo così di staccare quel sondino naso-gastrico che la alimenta e la idrata in modo artificiale.
Passati i termini di legge per il ricorso, Eluana verrà trasportata nella clinica in cui è nata e accompagnata verso la fine corporale con attorno tutti i suoi cari.
In un paese civile tutto ciò sarebbe visto con sollievo e, magari, con una lacrima. Ma l’Italia, visti anche ad ennesima riprova i risultati elettori e le recenti leggi promulgate dal civilissimo governo che ci ritroviamo (non per mia volontà, io mi dissocio), invece grida allo scandalo.

Non si può interrompere una vita!
E’ peccato!
E’ eutanasia!!!
Vergogna, è un omicidio!
E’ un atto innaturale!!!

Tra tutte la perla della Diocesi di Milano: “L'amore per i più piccoli e poveri ci porta a guardare con particolare attenzione a coloro che, come Eluana, dipendono in tutto, perfino nel cibo e nell'acqua, dalla cura altrui, sicuri, in tal modo, di attuare concretamente il comando evangelico di dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati"
Si può mandare affanculo una diocesi?
No, perché io ce li manderei subito anche se ciò comportasse finire direttamente all’inferno senza nemmeno prendere l’ascensore (tanto io l’inferno me lo sono già guadagnato per meriti personali).
Posso?
Andate a quel paese, sputasentenze sgranarosari (nonna Spina dixit), ma non provate vergogna?
Perché invece che starvene chiusi al fresco nelle vostre ampie stanze barocche non andate nel Darfur o in un altro paese africano a vostra scelta a "dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati"?
Chiusi nelle vostre toghe nere, distanti dalla gente che vive e soffre, intelagliati in una esegesi della Bibbia che trascende la parola di Cristo, mutandola a vostro piacere e secondo i vostri usi politici.
Vergognatevi.
Bruci il tempio con tutti i farisei.

Cara diocesi, e la misericordia di Dio?
Non esiste più?
Che senso tenere attaccata Eluana ad un sondino dopo 16 anni?
Lei, lì in quel corpo non c’è più da tanto.
Quel corpo accarezzato, lavato, vestito, pettinato tutti i giorni dall’amore di parenti e amici.
E’ solo una scatola, ma sembra che lei sia ancora qui. Che si sia solo addormentata un attimo.
Cari preti, cari amici cattolici praticanti, pensate sia facile staccare una spina?
Pensate sia facile staccare l’ultimo ricordo, l’ultima speranza, l’ultimo inutile e fragile appiglio?

Nella vostra piccola mente pensate che sia solo egoismo, ma è proprio il contrario. Ho imparato a mie spese che l’egoismo è il non voler lasciare andare le persone, smettere di vivere ed aggrapparsi a qualcosa che non c’è più, è già volato via libero.
Così come ha fatto l’anima di Eluana, che magari da lassù vede i titoli dei giornali e ride.
Che vorrebbe dare una carezza a suo padre e rassicurarlo sulle sue scelte.


Ma non può più.

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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