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15 luglio 2013 1 15 /07 /luglio /2013 07:50

3002334804_f90d36da06_o.jpgSuona il cellulare, un numero che non conosco.

Avrò vinto qualcosa?

Mi sarò dimenticata un appuntamento?

Sarà qualche zia rompiballe di cui non ho segnato il numero?

 

“Pronto?”

“Buongiorno, qui è il Monte dei Paschi di Siena. La chiamo per un saldo scoperto di € 34,20” mi annuncia la voce garrula di una ragazza dall’intonazione molto giovanile.

“Ah, ci deve essere un errore, non sono più vostra correntista da quasi 10 anni! Deve aver sbagl…”

“Eh, ma c’è la gestione titoli aperta”

 

Ecco, a me qui si è aperto un bellissimo mondo colorato:ho pensato che magari la ruota era girata.

Che ne so, un parente in Argentina morto ricchissimo, uno zio d’America, una eredità improvvisa, una vincita o solo una botta di culo.

E mi son vista emula di Paris Hilton vestita di rosa e lustrini, ma col gatto sottobraccio che i cani di piccola taglia m’inquietano e povero Nevruz anche lui c’ha diritto a godere di un po’ di tutto questo benessere. O no?.

 

“Signorina, è ancora lì? Le dicevo che anche se è vuota, la sua gestione titoli non è mai stata chiusa e quindi per il Decreto Monti ci deve pagare i bolli”

“Ah.”

“Sì”

“Un momento: ma io non ho mai avuto una gestione titoli con voi.”

“Sì, in effetti il suo conto è sempre stato a zero, ma noi come procedura aprivamo a tutti i clienti una gestione titoli, tanto era gratis! Però ora c’è da pagare i bolli. Entro il 30 giugno. Sennò, glielo dico, raddoppiano. E’ la legge. E’ Monti.”

“Mi faccia capire bene. Considerando che quando ho chiuso il conto mi avete fatto pagare quasi duecento euro, io dovrei pagare € 34,20 per una gestione fondi che non ho chiesto di aprire, che non ho mai usato e che voi vi siete scordati di chiudere 10 anni fa???”

“Sì. Non si arrabbi, è la legge. Entro il 30 giugno.”

“Certo, come no? Serve altro? Magari vengo a dare una pulitina agli uffici. Può servire?”

“Signora, si calmi che non è mica colpa mia. Io nemmeno ci lavoravo qui dieci anni fa!””

“Scusi, eh, ma lei pagherebbe?”

“E’ la legge.”

“Ma pignoratemi il gatto.”

Ed ho messo giù.

 

Non hanno più richiamato, ma su consiglio di una mia amica che lavora in (un’altra) banca gli ho scritto una lettera avvelenata in cui li minaccio manco fossi uno stregone Maya da una ziggurat.

Nessuna risposta, nessun riscontro.

Al di là dei 34 euro e spicci, non mi va di pagare per una cosa che non ho chiesto, non ho usato e che loro si sono dimenticati di chiudere, trattenendo tra l’altro i miei dati personali nei loro archivi.

Ma una volta le banche non erano posti sicuri? Posti di cui ti potevi fidare?

 

Io mi sa che torno al vecchio materasso…

 

 

…continua…

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Published by Phoebe - in sick sad world
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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