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7 giugno 2010 1 07 /06 /giugno /2010 22:43
Me ne sto spaparanzata sul tavolino sotto il gazebo, rayban d’ordinanza, spritz e buona compagnia mentre il tramonto si esibisce per noi iniziando la sua discesa nel Trasimeno.
C’è poca gente, è un giorno feriale e non ci sono bambini che urlano per la spartizione del girello. 
Una bellezza.
Mentre mi godo il mio meritato relax, lo vedo. O meglio, lo sento. Si avvicina al bancone e chiede se può lasciare giù dei volantini.
Penso si tratti della solita festa sulla spiaggia, a primavera i ragazzini ne organizzano una a sera con mille scuse diverse. Così non mi muovo, agito la cannuccia nello spritz facendo tintinnare il ghiaccio e sorrido.
Quando, con la coda dell’occhio, noto un movimento.

 
Lo vedo arrivare quando è troppo tardi. Gambe lunghe da cicogna, completo beige, andatura da testimone di Geova, valigetta da impiegato anni settanta. Su tutto spicca gilet e cravatta. Verde.
Ha buttato la testa dentro il gazebo per vedere chi c’è e chissà perché ha scelto me.
Mi apostrofa con un “Ciao carissima! Posso?” 
Io rimango intontita, l’Amoremio mi guarda curioso, e mentre il mio cervello cerca di capire chi diavolo sia questo umanoide lievemente familiare che mi sorride untuoso, lui si siede. 
E inizia con una corona di  “Ma da quanto tempo che non ci  vediamo!”, “Come passa il tempo!”, “Eh, sì!” che non mi permette di inframezzare con nessuna sillaba di senso compiuto.
Poi, mentre il mio cervello si chiede disperato chi sia, mi fa: “La sai la novità? Mi sono buttato in politica!
 
E all’improvviso il mio cervello associa.
 
Associa le gambe a cicogna al ragazzino timido ed impacciato che frequentava la terza G alle medie, la classe accanto alla mia.
Tutto lo prendevano in giro, tirandogli palline di carta impastate nel vinavil del laboratorio di tecnica che gli rimanevano sempre nei capelli, facendolo assomigliare allo spaventapasseri senza cervello del Mago di Oz. Io non l’ho mai difeso, contenta che la massa se la prendesse con lui e non con me. E poi ero troppo impegnata a rimuginare sul perché non mi crescessero le tette. Periodo difficile, quello della scuola media. Per tutti. Ma com’era il suo nome? Accidenti, non ricordo.
Ma soprattutto il mio cervello ha associato con orrore e raccapriccio cravatta verde = Lega nord, e la mia faccia deve aver prodotto un’espressione così disgustata da essere equiparata solo a quella di mia nonna davanti ai sorridenti testimoni di Geova che infestavano il suo giardino.
Lui se ne accorge, e avvicinando la sedia un po’ di più mi fa: “Non devi aver paura, sai? Ci sono tanti pregiudizi sulla Lega, ma noi siamo una grande famiglia!
L’Amoremio davanti al mio orrore sta per scoppiare a ridere, beve un sorso di spritz per darsi un tono e gli fa: “Guarda, davvero. Non ci interessa. A nessuno dei due.”
Lui non si arrende, apre la valigetta e ne tira fuori un paio di opuscoli: “Leggeteli e fatevi un’idea. Poi su c’è il mio numero di telefono, se vi volete tesser…
A quel punto non ce la faccio più e scoppio in una grassa risata che gli fa sbarrare gli occhi. 
Il barista si affaccia dal bancone e scuote la testa asciugando i bicchieri caldi di lavastoviglie.
No, davvero. No.” Lo apostrofo ridendo ancora, non so se con una punta di isterismo “Non me li lasciare, che sennò li butto dove devono stare: nel riciclo della carta. Almeno saranno utili nella loro prossima vita.”
Non si arrende, avvicina ancora di più la sedia come se volesse rivelarmi un segreto. Gli puzza l’alito di sigarette. Disgusto. “Guarda che ti conviene star con noi. Noi, questa regione che nessuno la considera la faremo diventar grande!” intona sicuro, come un gatto che ha appena mangiato il topolino più grasso del granaio “Tornerà ad essere il cuore verde d’Italia, e non rossa di vergogna!!” 
 
Ecco, io mi vorrei alzare in piedi e gridare Hasta la victoria, siempre!, ma è troppa fatica.

Allora bevo un sorso e gli chiedo: “E con i tuoi amichetti al nord, come la metti? Per loro noi siamo semplice merda.
Ecco vedi,” dice tirandosi dritto sulla sedia come uno scolaro diligente “questo è un pregiudizio! La Lega non ce l’ha mica solo coi terroni, ma soprattutto con gli immigrati! Pensa, c’è anche un’umbra a Miss Padania!
“Ah, ecco. Insomma, siamo merda di serie B, ma la gnocca è sempre la gnocca! Molto berlusconiano, complimenti!
Vedo un lampo dio furia attraversare il suo viso da topo.
Chiude la valigetta e si alza. 
Ecco, s’è indignato. “Sei la solita comunista!” 
Si gira e senza salutare se ne va.
In due falcate da cicogna è fuori dal nostro campo visivo.
Ecco, brava! L’hai fatto andar via.” mi apostrofa ridendo l’Amoremio “Che peccato, era così buffo!
Sì, certo. Come no.
A me invece questa gente fa spavento.
Vuoto cosmico riempito di “valori celtici” da Bignami, odio e intolleranza spacciati per giustizia sociale. Bandiere alzate per fomentare la paura del diverso.
E’ questo quel che resta dell’Italia?
Sono loro il domani?
Dove cazzo è finita la sinistra con la S maiuscola? A far la lista delle correnti in uno scantinato, mentre il mondo gira?
Ma c’è una domanda su tutte che non mi dà pace e mi tormenta.
 
Ma com’è che si chiamava ‘sto esemplare???
 
 
 
Nb. Si tratta di pura fantasia, ovviamente. I leghisti non nidificano sul Trasimeno. In genere.
 
Nb bis: nessuna cicogna è stata maltrattata per la realizzazione di questo post.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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