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3 dicembre 2004 5 03 /12 /dicembre /2004 10:27
Ho un pessimo carattere.
Dico sempre quello che penso. E non spesso. SEMPRE.
Andrà a finire che qualcuno molto grosso o molto muscoloso alla fine mi picchierà.

Oppure anche qualcuno piccolo, che poi son sempre i peggiori. Alla fine il mio carattere da Grillo Parlante noioso e rompiballe lo irriterà così tanto da farlo reagire.

E' un difetto, lo so.
Se vedo qualcosa che nella mia testa è storta, mi si scollega la parte del cervello che regola il buonsenso e la mediazione e la mia lingua parte in quarta.
Ho provato anche a contare mentalmente: 1, 2, 3, 4... ma non serve a nulla.
Con tutta la prepotenza e la violenza di cui è capace il mio metro e sessantacinque scarso, devo dire la mia.

Esempio lampante è stato ieri sera in farmacia.
Ero in attesa che il farmacista, veloce come una lumaca ubriaca di estratto di lattuga fermentato, mi portasse il poco a buon mercato farmaco omeopatico che gli avevo richiesto, quando al mio fianco una coppia vecchietti arzilli consegna la ricetta alla farmacista.

Farmacista:"Li vuole generici o come indicati nella ricetta? No, perchè se li vuole come nella ricetta deve pagare una differenza..."
Vecchietta arzilla:"E che ne so? Tu che dici Artemio?
Vecchietto arzillo:"Ehh!!! Ma se il dottore ha scritto così... ma io non ho mai pagato!"

La farmacista si allontana. E io ho contato fino a tre o quattrocento, non ricordo, poi mi sono avvicinata e ho spiegato loro che i farmaci generici sono uguali a quelli che il loro medico gli ha prescritto, solo senza l'aggio delle case farmaceutiche. E che io tutte queste cose le so, perchè mia nonna ci campa con le medicine.
La signora mi ha guardato, mi ha fatto l'occhilino e al ritorno della farmacista ha preteso il generico con piglio autoritario.
Poi, prima di andarsene mi ha preso il braccio e mi ha detto: "Tua nonna è fortunata con una nipote come te".
Bello, vero? Peccato che tutta la scena si sia svolta sotto gli occhi avvelenati del farmacista lumaca che strisciando mi ha portato il farmaco omeopatico (certamente avvelenato).
Ehm...

Sì lo so, ho fatto quello che dovevo, che mi sentivo, ma spesso impicciarsi e esprimere le proprie opinioni (spesso non richieste) non è che sia proprio adeguato.
Per citare un caso storico, io sono quella che all'esame di maturità al professore di matematica che conosceva solo la matematica finanziaria (che io ignoravo nel più profondo di me stessa, non essendo nel programma) ho detto che non si viene a fare i commissari esterni di una materia che non si conosce, causando urli e sceneggiate napoletane.
E infatti ho preso 58.
E i rimbrotti di mio padre: "Zitta no, eh?"

Ma il meglio di me riesco a darlo con tutta la saccenza del mondo in un ambito che conosco a menadito: i libri.
Divento tremenda, insopportabile. Tutti quelli che hanno letto "Il Codice Da Vinci" trovandolo bello sono degli idioti, chi legge l'ultima Fallaci andrebbe sottoposto a lobotomia, chi non capisce Houellebecq è uno stolto.
E non è che queste idee le tengo per me. Mi escono. Conto, ma mi escono lo stesso. Pure con la tipa scema che legge "La forza della ragione" facendo la cyclette in palestra.
Ma non potevo stare zitta????
Democratica, eh?
Molto di larghe vedute.

Ah, dimenticavo: chi non ama Palahniuk andrebbe levato da questa terra...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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