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11 dicembre 2013 3 11 /12 /dicembre /2013 09:15

link6a00d83451ccbc69e200e551ab6b158833-800wi-copia-1Tra le varie amenità che la gente si sente in dovere di dispensarti quando sei alla fine di una gravidanza,  ti può anche capitare di sentirti dire di non dover né leggere né vedere in tv o al cinema qualcosa di disturbante, sennò povera pupa!

Ora, su che cosa potrebbe essere disturbante ci sono varie interpretazioni, certo è che durante l'ultima puntata di TWD prima dell'interruzione di metà stagione (la serie torna il 10 febbraio su Fox, non perdetela)  la pupa s'è agitata parecchio e mi sembrava di avere Alien nella pancia. Sarà un caso?

Certo è che ho deciso di dedicarmi a letture che non affannano l'anima, letture belle e divertenti. Che non vuol dire per forza sciocche.
 

Ho cominciato con "Il richiamo del cuculo" di  Robert Galbraith,  pseudonimo sotto il quale si cela  J.K. Rowling, autrice mai dimenticata della serie di Harry Potter. Non ci sono maghi in questa che spero diventerà una nuova serie, né mondi fantastici e creature leggendarie. Si tratta di un giallo, ambientato a Londra tra l'alta società, il cui protagonista è un acciaffatissimo investigatore privato dal buffo nome.

Come sempre la Rowling non delude e, seppur in un modo lontanissimo dalle avventure del maghetto più famoso del mondo, sa essere sempre riconoscibile nello stile e nella scrittura pulita e tagliente.

Insomma, mi è piaciuto.

 

Finito quello, guidata da una recensione di Massimo Gramellini, mi sono buttata in un terreno inusuale per me: il romanzo d'amore. O, almeno, vistosamente rosa. Sarà la gravidanza, sarà che gli ormoni mi rendono volubile ed incline alla commozione, ma "Una sera a Parigi" di Nicolas Barreau mi ha coinvolta e conquistata, fino a sciogliermi in un pianto a dirotto giunta all'ultima pagina. le cose sono due: o sono ufficialmente rincoglionita dagli ormoni e quindi suggestionabile oppure si tratta davvero di un bel libro. Oppure la colpa è tutta di Parigi.

In fondo, la fascetta (che io odio sui libri, voglio precisarlo. SEMPRE. Anatema perenne per le fascette e per chi le ha inventate) recitava "Questo libro vi renderà felice" e con me è stato così. che l'abbia letto in epub e quindi assolutamente privo di suddetta fascetta è del tutto irrilevante.

Ad ogni modo, si può volere d più? Cosa si può chiedere di più ad un libro?

Io, ad esempio, voglio un cappottino rosso. Subito. Ora. Anche se, pensandoci bene, sembrerei una gigantesca coccinella in questo momento.

 

Dimenticavo.

Il tutto dopo aver affrontato "Stoner" di John E. Williams, che nonostante sia considerato da tutti (o quasi) un libro meraviglioso e da non perdere, ha avuto su di me un effetto tremebondo e narcolettico. Mi è sembrato di mangiare una montagna di sassolini, uno a uno: belli, carini, rotondi e ben fatti, ma duri e senza nessun sapore. Tutto il tempo ho atteso un colpo di scena, un cliffhanger che nobilitasse la piatta e desolante, oltre che irritante, vita del professore e che potesse rendere il libro all'improvviso nobile e indimenticabile. Poi il libro è finito, e non è rimasto nulla. Buio. Stop.

 

Ora, io sono incinta e le mie recensioni potrebbero essere falsate dagli ormoni quindi vedete voi se fidarvi o meno.

 

 

Comunque tranquilli: a Fabio Volo non c'arrivo lo stesso...

 

 

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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