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9 giugno 2007 6 09 /06 /giugno /2007 21:02
Non ho mai saputo accettare complimenti.
Di nessun genere, nessuno.
Nè sulla mia capacità di scrivere, né tantomeno sul mio aspetto fisico.
Mi schernisco, ci faccio una battuta, minimizzo. Non sono proprio capace di dire:”Grazie!!” ed incassare con un sorriso.

Mi ricordo ancora un evento traumatico della mia adolescenza.
Ero uscita con una mia cugina più grande, avrò avuto 13 anni sì o no. Mi si avvicina un ragazzo più grande, inizia a chiacchierare.
Ad un certo punto, molto innocentemente, mi dice: “Lo sai che sei molto carina?”.
Niente di ché.
Solo che io non dormii per giorni. Perché? Non lo so. Non mi sembrava possibile. Non mi sembrava reale. In fondo ero (e sono) molto diversa dai personaggi della tv o del cinema. Quel giorno ammutolii.
Anzi, passai tutta la notte con gli occhi sbarrati a guardare il soffitto.
Allucinata.
Di sicuro, pensavo, mi prendeva in giro.

Oggi invece, ci rido su.
Faccio una battuta ironica, annullo l’uomo che ha tentato ardimentoso la via della ruffianeria. Rido.
Non divento nemmeno rossa in viso, non mi è mai successo.
Forse è la pelle olivastra, forse non so come si fa.
Ma non sono mai arrossita.
Posso aver sentito avvampare il viso, ma non mi si è mai colorato.
Ergo, non è timidezza la mia, e nemmeno falsa modestia.
Temo che la mia incapacità di accettare complimenti derivi molto semplicemente da una mia insicurezza vertiginosa e dalla scarsa considerazione di me.

Non mi sento bella, ma nemmeno piacente.
Certo, non sono Ugly Betty, ma non è che ci vada poi così lontano. Diciamo che sono più vicina a lei che a Gisele Bundchen.
Oggi, poi, va molto meglio rispetto ad una volta.
Ma, come tutti, ho passato l’adolescenza a sentirmi una cugina di primo grado di Mariangela, la figlia del ragionier Fantozzi, ignorata dai ragazzi e schiava della crema contro i brufoli nonché di una frangia che proprio non voleva stare a posto.
Con gli anni, sapienti trucchi appresi da Cosmopolitan, l’estetista, la palestra e una buona dose di ironia hanno forgiato corpo e anima della trentenne di oggi.
E così mi schernisco se mi dicono che ho begli occhioni. “Sì, occhi da Bambi” rispondo enfatizzando il battito delle ciglia prendendo in giro l’improvvisato adulatore.
Normale.
Regolare.
Capita.

Ma capita anche che, dopo anni, incontri di nuovo una persona che non vedevi da tempo e che, a dirla tutta, conoscevi poco anche allora. E che chiacchierando obbligati dalla noia impellente della fila alle poste lui ti dica:”Sai, sei sempre bella e in forma, come quando eravamo ragazzini e nel quartiere eravamo tutti un po’ innamorati di te”. 
E io, eccomi lì.
Ammutolita come a 13 anni.
Zitta, senza parole.
E considerando che sono famosa per la mia prolissità, non mi capita spesso.

E tutto il giorno ho continuato a pensarci su.
Magari non c’ho capito nulla della vita.
Mi sono sempre sentita bruttina, inadeguata e grassottella mentre, magari, andavo bene lo stesso così. E la mia insicurezza era tale da impedirmi di vedere gli atteggiamenti degli altri intorno a me. E ho perso occasioni, vissuto paranoie inesistenti, alzato muri inutili. 
Forse.
Forse dovrei imparare ad accettare i complimenti col sorriso sulle labbra, cominciando a crederci non dico del tutto, ma almeno un 1%. Perché è vero che non sarò mai una che se la tira, ma almeno un po’ di autostima in più mi ci vorrebbe.
Non dico tanto, ma alternarla al cinismo esasperato non sarebbe male.
Certo, avrei bisogno di abituarmi gradatamente, di sentire spesso apprezzamenti carini.

Insomma, mi aiutate voi?  Sono in attesa...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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