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23 giugno 2009 2 23 /06 /giugno /2009 11:43

Sono passate le elezioni, i ballottaggi, i referendum.
Ora, a mente fredda, posso rifletterci su, ora che le telecamere si stanno spegnendo e altre notizie prendono il sopravvento.

E’ ancora utile parlare di politica?
Serve davvero litigare, lambiccarsi il cervello con l'ideologia e discutere con parenti e amici?

Guardiamoci intorno.

Il centrodestra? Bella roba! A parte il mio odio atavico per Berlusconi (il cui unico pregio è di averci dato Bim Bum Bam negli anni ’80) che si manifesta nell’eliminazione del volume ad ogni sua apparizione televisiva specialmente durante la cena, il resto dei suoi amichetti non è da meno.
Leggi fatte ad personam, la Costituzione allegramente usata al cesso al posto della carta igienica, il monopolio dell’informazione usata come il giornalino della scuola e riesumazione dell’antico ma mai morto metodo di governo neroniano “panem et circenses”. 
Del resto, un paese in cui più del 10% degli abitanti vota Lega Nord e simpaticoni come Borghezio, un governo così se lo merita proprio.
Possibile che il paese non veda? POSSIBILE? Me lo chiedo ad ogni TG, ma ora basta, è inutile. I miei concittadini mi fanno ribrezzo? No, ribrezzo no. Un po’ di pena però sì.

La sinistra? Dov’è? Chi è? Perché? Dopo la sparizione magica dell’Obama de noialtri, il già traballante PD è diventato un baraccone pruriginoso, il cui unico punto importante del programma per le elezioni europee è stato: “Chi si tromba Berlusconi?”. Che scemi i giornali di sinistra.
Non uno che non abbia capito che tutte queste chiacchiere su ragazzine, bella vita, escort, yacht e corna non fanno altro che alimentare il “mito” berlusconiano.
Siamo o non siamo un paese che ha reso famoso un personaggio inutile e amorale come Fabrizio Corona? Inutile sperare che un po’ della ferrea morale made in USA che condanna un Presidente per un pompino arrivi all’improvviso anche da noi e ci colpisca come il dito del Moralizzatore. In Italia uno che fa la bella vita, tra champagne e mignotte moldave è per la stragrande maggioranza del popolino assai bulo (ndr. parecchio parecchio figo in perugino) e non un essere riprovevole.
Che poi chi si tromba Berlusconi non è affar mio. Mi può far schifo il pensiero, ma me ne frego se si fa il giro delle subrettine di Mediaset o gioca ad acchiapparella nudo con La Russa.
Ma Uòlter? Dov’è? L’ho rivisto l’altra sera in tv a parlare di nulla, come al solito. Che delusione! E Franceschini? Ah, lui ha vinto, ha fermato Berlusconi, sìsìsì. Bravo, applausi, sìsìsì.
E i sinistroidi intellettualoidi come me? Soliti caprini che votano i soliti vecchi. Perché non dare un segnale forte e votare un uomo come Vendola, maltrattato dal suo stesso partito? Forse improponibile perché gay?

Le elezioni sono finite e come al solito hanno vinto tutti e l’unico ad aver perso è il paese.
Il referendum?
Pubblicizzato meno che la festa di S. Antonio al quartiere di mia nonna (200 anime), ha riscontrato l’affluenza più bassa di sempre.
Soldi buttati. Buttati per nulla.

L’unica persona che mi sembra abbia un minimo di cervello in tutto questo rataplan è Gianfranco Fini.
Non credevo saremmo mai arrivati a tanto, ma ultimamente mi sembra l’ultimo baluardo dell’intelligenza in Parlamento.
Come siamo ridotti…

Cambiare, fare, novità.
Ci vorrebbe una persona nuova, diversa, che sappia di pulito. Ma chi? Chi?
Ci sarebbe Beppe Grillo, portabandiera dei consumatori e della necessità di un parlamento pulito. Ma per me è troppo populista e demagogico, non mi sta simpatico nonostante tutto, non mi piace il suo populismo che non sfocia in nulla di diverso se non l’adunata di piazza. Utile, dà coscienza al popolino. Ma poi? Ma quindi? Evolversi, no? Esporsi in maniera diversa?
Troppo difficile? Impegnativo?

Ma allora chi?
CHI?
Fuori la crisi impera e i nostri politici sono troppo impegnati a guardarsi le unghie o a misurarsi gli attributi.
Chi ci tirerà fuori da questo momento di recessione che sembra non voler finire?
Io un’idea ce l’ho.

Eleggete  me come dittatore.
Una bella dittatura come all’epoca romana. 
Una bella dittatura intellettualoide di sinistra.
Mia sorella, commercialista provetta all'Economia.
Mio padre alle Politiche Agricole perchè come vengono le zucchine a lui a nessuno mai.
Mia madre ovviamente alle Pari Opportunità e mio cognato, possessore fiero di Punto truccata da Ferrari, ai Trasporti.
E l'Amore Mio? Mah, lo metto agli Esteri così viaggiamo un po'.

Che ne dite dell’idea?
Lo volete voi un Ministero?

Se lo fa Silvio, perchè io no?

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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