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3 settembre 2004 5 03 /09 /settembre /2004 10:04
La mattina su Radio Deejay è ritornata la mitica Platinette, tanto idiota e rintronata dietro ai decerebrati del GF quando va a fare il trenino da Costanzo, quanto graffiante ed intelligente quando il suo parruccone è celato dietro il microfono di una radio.

Legge una mail.

"Mi chiamo XXX e il mio ragazzo ha minacciato di lasciarmi se non dimagrisco e divento perfetta. Sono alta 1 e 64 e peso 54 kg. Evidentemente, l'ho mandato a quel paese senza nemmeno rifletterci, ma si può vivere così?"

Un metro e sessantaquattro per 54 chili...
Mumble mumble...

MA SONO IO!!!!!!!

Precisa!
Argh...

Ora, non che io mi ritenga magrissima, ma nemmeno large. Cioè, porto una taglia 40, magari starei meglio con un paio di chili di meno, ma è più una fissa mia che una necessità impellente.

Questa cosa mi sconcerta, quasi quasi metto sotto un pedone sulle strisce da quanto rifletto pesante.

Va da sè che il tizio in questione è un perfetto deficiente, e non in relazione alle misure della sua (per fortuna) ex, ma proprio in generale.

E pure una eccezione, visto che nel 90% dei casi siamo noi donne a farci mille paranoie, a contarci i buchetti di cellulite, a misurarci le rughette con il righello ed il compasso e a pesarci sulla bilancia tarata di etto in etto per valutare statisticamente le oscillazioni del nostro peso in relazione all'ingurgitato (per poi andare a prenderci un gelato Kinder/Nocciola).
Però questa mail mi ha fatto riflettere.
Si può lasciare qualcuno perchè non è perfetto? Perchè non è precisamente come lo vogliamo noi sia sul piano estetico che su tutti gli altri?
E soprattutto, l'amore non era accettare l'altro anche con i suoi piccoli difetti?
Oppure è solo l'adesione ad un ideale nostro interno?
Cerchiamo il Principe Azzurro o una persona da amare?

Si può passare la propria vita tra palestra, diete, conta delle calorie e quant'altro alla ricerca di una perfezione da copertina che non è possibile da raggiungere?
Tutto ciò non causa il suicidio in massa dei neuroni, stufi e frustrati dalla loro messa in disuso?

In questo mondo sempre più competitivo, dove attempate signore tirate e lampadate fanno pateticamente a gara con figlie spacciate per sorelle, è giusto un aiutino?
E se sì, fino a che punto ci si può spingere?
Fino alla soglia del dolore? O fino a quella del bancomat?

E' un mondo difficile...

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Published by phoebe1976 - in sick sad world
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