Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
17 ottobre 2010 7 17 /10 /ottobre /2010 22:52
Cioè una specie di aperitivo turco, fatto di mille salsine e cosette da mangiare.
E come ad Istanbul si comincia così la cena, io per iniziare il racconto del mio viaggio partirò dal principio sfatando luoghi comuni e rispondendo per voi alle domande che mi sono state (più e più volte) fatte alla partenza o al mio ritorno da soggetti più o meno umani (e da mia madre, anche).
 
Ma vai ad Istanbul? Non è pericoloso?
Sì, lo è.
Come Parigi, Londra, New York e tutte le megalopoli. Per il resto NO, non vado a Teheran (anche se un giorno mi piacerebbe) e NO, non prevedo di incontrare Osama Bin Laden. Però se lo incontro magari ci faccio una foto insieme e ve lo saluto tanto.

 
Come si mangia d Istanbul? Ma in Turchia non sono sporchi?
Io amo mangiare le cose locali quando viaggio. Ragion per cui ho obbligato l’Amoremio all’assunzione di fermenti pre-vacanza. Bèh, potevamo farne a meno. Ad Istanbul hanno l’ossessione della pulizia.
Dalle strade ai baracchini che vendono pannocchie arrosto, castagne, simit e molto di più, tutto è pulito e ripassato. C’è da dire che non ho visto i sobborghi della città, mi sono limitata (come molti turisti) al centro e poco più, ma l’ho trovato ragguardevole lo stesso. Per quello che riguarda il cibo, in Turchia si mangia benissimo, tutto è super squisito ed i dolci sono da farsi venire il diabete (seguirà capitolo apposito, slurp).

 
Ma l’hai visti i musulmani pregare per strada?
Ma veramente no. Al richiamo del muezzin, molto tipico e mistico secondo me, i locali non fanno un frizzo e continuano con le loro “frenetiche” attività. Lo dico con ironia, perché non ho mai visto un popolo più fancazzista e rilassato dei turchi, capaci di passare a chiacchierare ore intere. Ho pensato che forse potremmo subaffittargli Brunetta per un po’.
Pregare l’ho visto fare solo nelle moschee, agli orari più impensati e molto più di quello che abbia mai visto in Italia. Un po’ invidio questo misticismo, questa fede che noi abbiamo perso.
 
E le donne in nero col burqua?
Mah, sì, non proprio il burqua, ma delle donne in nero le ho viste. Come ho visto anche altre cose. Tipo le ragazze con lo chador e uno spolverino aderente con la cinta sotto il seno che girano sole per la città. O le donne che fanno le poliziotte, o i medici, per dire. E’ una città dai molti volti, si trovano le ragazze che fumano al bar insieme agli uomini e timide donzelle accompagnate dalla madre che guardano il mondo ad occhi sbarrati.
C’è di tutto e anche di più ad Istanbul, proprio come in tutte le megalopoli.
 
Ma il caffè turco fa schifo? C’è la polvere dentro…
A me un po’ sì, anche se è una botta di caffeina indispensabile. All’Amoremio invece è piaciuto molto, e ne è diventato presto un estimatore. C’è da dire però che il caffè turco non è una abitudine turca, tutt’altro. In Turchia si beve solo in occasioni speciali (matrimonio, ricorrenze, eventi particolari) e non quotidianamente. La bevanda nazionale è infatti il çai, un tè nero molto forte che si beve con due zollette di zucchero. Lo sport nazionale è infatti sedersi ad un caffè e bere il çai a qualsiasi ora del giorno o della notte, chiacchierando per ore.
 
Ma è vero che i turchi fumano come turchi?
Sì. Molto.
Moltissimo.
Come mio suocero, per dire.
 
Se avete altre domande, anche più intelligenti, sono a disposizione.
 
A presto per le cronache di viaggio…

Condividi post

Repost 0
Published by phoebe1976 - in vita vissuta
scrivi un commento

commenti

Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

Piccolo spazio pubblicità



Varie ed Eventuali

Il tarlo della lettura





buzzoole code