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18 ottobre 2004 1 18 /10 /ottobre /2004 18:18
Volevo fare un post sul mio bel fine settimana a Milano.
Sui vecchi amici che vivono sempre in fondo al mio cuore e ritrovati per una festa.
Sullo smog e sul traffico di questa città che mi sembra sempre grigia.
Sul divertimento che non manca mai.
Su una serata passata in modo divertente e sereno con una nuova interessante conoscenza che spero continui nel tempo.
Su come mi dispiaceva non aver visto tanta altra gente (ma ero già impegnata, tra un mese torno!!) che mi avrebbe fatto piacere di incontrare.
Su tante cose, insomma.

Rimuginavo pensando a questo sul treno ieri. Organizzavo il mio post nella mia testolina vuota.

Stavo sulla mia nuvoletta, quando sul diretto Firenze-Roma sale una famiglia. Niente di chè, madre, padre ed una bambina con gli occhiali ed i capelli biondo scuro.
Avrà sette anni.
Mi guarda.
Attenta ed indagatrice.

Attacca bottone con una facilità inimmaginabile, la piccola.
Parla benissimo, senza accenti, accostandosi gli occhiali sul naso.
Non è saccente, è dolcissima.
Mi chiede e mi racconta tante cose, tra l'altro anche la sua origine albanese, l'aver preso l'aereo per andare dai nonni ed il suo parlare tre lingue ("Mi piace da morire l'inglese che ci insegnano a scuola!!").
Tira fuori i quaderni e mi fa vedere i bravissima scritti dalla maestra con la penna rossa, proprio uguali a quelli che prendevo io.

E mentre lei li sfoglia attenta, mi soffermo lo sguardo con cui i genitori la guardano.
Uno sguardo innamorato, carico di speranza.

Dividiamo i Tuc che mi erano rimasti, più per aiutare la conversazione che per la fame.

Il padre fa l'operaio anche se a casa sua era un abile falegname, la madre la domestica ad ore. L'Italia e Roma non sono facili, ma si fa quel che si può per vivere.

Brava gente che lavora, di quella che vorresti come vicina di casa.

Ma non posso parlare tanto coi genitori, la piccola Klaudia vuole la mia attenzione, vuole sapere.
Vuole sapere perchè non ho figli, perchè non sono nemmeno fidanzata quando lei già lo è (e con il più bello della scuola, per giunta!!).
Klaudia che con la sfrontatezza dei bambini mi dice in faccia che sono simpatica e che ho dei bei capelli.
Mi dice che adora leggere, che saccheggia la piccola biblioteca della scuola e che i libri "da bambina"
l'hanno stufata.

Klaudia che vuole andare a vivere a Sesto Fiorentino vicino ai cuginetti, perchè Roma è troppo incasinata e lei vuole un prato per correre.

Corregge i genitori, Klaudia, e dice al padre che dovrebbe studiare il libro di italiano che ha a casa.

"Se non studi l'italiano, poi la gente non ti capisce!!"
"Ma non lo parlo così male!"
"Però si sente che sei albanese"
"Va bene, io studia italiano, tu studia con me albanese"
"Studio, papà, studio!!!"


Il padre sorride e si lascia correggere. La bimba è più logorroica di me, ma è meravigliosamente vera. Come solo i bambini di ogni generazione sanno essere.

Sono scesa dal treno con una speranza nel cuore, con la consapevolezza che questo è un mondo schifoso è terribile, ma in cui esiste anche l'amore.
Un mondo difficile, specie per chi è diverso in un paese diverso.
E anche se qualche volta ci sembra tutto perso, tutto marcio e sull'orlo del precipizio, una speranza in fondo in fondo c'è sempre.

Basta crederci...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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