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4 gennaio 2012 3 04 /01 /gennaio /2012 19:05

Il mio paese natale non ha molto da offrire, siamo sinceri. E’ un paesotto in provincia, anzi alla provincia della provincia estrema, schiaffato in mezzo ad una campagna collinare che declivia nel Trasimeno. Tre sono i miti con cui sin da bambina insegnati, istituzioni e ogni tipo di attività anche solo lontanamente culturale mi hanno triturato le meningi in ogni occasione:

-       La Congiura degli Orsini contro i Borgia (tonata molto di attualità con la serie tv trasmessa da Sky. Vi pare poco?? Grosso momento di gloria per un comune di 30000 anime!)

-       Le poesie della mitica Vittoria Aganoor Pompilj che tutti gli anni a scuola cercavano (vanamente) di insegnarci in occasione dell’anniversario della sua nascita.

-       Fra Giovanni Pian di Carpine.

 

Chi?

Come? Non lo conoscete!

Lo conoscete voi?

No?

NO????????

AH, ANATEMA!!!!!!!!!

E magari credete pure che il più importante viaggiatore italiano sia Marco Polo, vero?

E invece no. Prima di Marco Polo e della sua famiglia, un altro viaggiatore italiano partì alla volta di paesi sconosciuti e barbari, per portare la parola di Dio, ma soprattutto l’economia del Vecchio Mondo là dove nessun europeo era mai arrivato.

Frate minore e compagno di San Francesco d’Assisi, dopo aver viaggiato sue  giù per l’Europa in missione, nel 1243 fu spedito da Papa Innocenzo IV come legato presso l’Impero Mongolo con due bolle papali per il Gran Khan che in teoria avrebbero dovuto sancire un’alleanza contro i turchi.

Ma nella migliore tradizione cattolica, Innocenzo IV non era stato proprio accomodante coi mongoli. Nelle due missive non solo trattava Gengis Khan come una pezza da piedi, ma invitava i  mongoli a pentirsi dei loro peccati, a battezzarsi ed ad accogliere la vera religione. Insomma, per un pelo fra Giovanni non ci rimise le penne, ma di sicuro rimediò un bel paio di calcioni del clericale didietro.

Anche se dal punto di vista politico questo viaggio non fu un gran successo, si rivelò comunque prezioso in termini di conoscenza.

Il viaggio fu terribile e lunghissimo, pieno di avventure, incontri incredibili e magnificenze raccapriccianti per l’epoca, tutte riportate nel fedele (o quasi) resoconto del frate, la sua Historia Mongalorum, che racconta la sua esperienza di primo inviato in Oriente.

Ed è per questo, per la sua storia e la sua particolarità (ma anche perché c’abbiamo questo, via) che al mio paese tutto è basato sulla rievocazione storia di quell’evento e della vita del frate. A lui sono intitolate strade e piazze, feste e biblioteche. Senza considerare gemellaggi con la Mongolia, le rievocazioni storiche estive, le rappresentazioni teatrali durante la scuola dell’obbligo e le attività della Associazione culturale Italia-Mongolia.

Insomma, c’è di che divertirsi.

Ma anche no.

Insomma, lo so che non è bello, però alla fine è troppo.

Due anni fa hanno fatto addirittura una mostra di moda mongola, per dire. Bello, eh, ma occuparsi anche dei paesi che fra Giovanni ha attraversato per arrivare in Mongolia non renderebbe tutto più interessante? Per esempio il Kazakistan, eh? Che ne dite? Potrebbe offrire spunti?

Ok, meglio di no.

 

E voi? Il vostro paese ce l’ha un eroe poco conosciuto con cui vi hanno ammorbato l’infanzia?

Avete anche voi il vostro fra Giovanni?

 

 

Raccontatemelo!

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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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