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19 aprile 2005 2 19 /04 /aprile /2005 22:33

Il tempo passa in fretta e non lascia molte tracce dietro di sé, a parte una manciata sparuta di ricordi e qualche foto che novanta volte su cento vorresti rinchiudere in un cassetto molto profondo o bruciare con la fiamma ossidrica.

Eppure quello che siamo stati ci insegue, specchiandosi negli occhi e nei modi delle nuove generazioni che, aggressive come funghi parassiti, vengono alla ribalta.


Sono dappertutto.


Ovunque ti giri, con quei vestiti troppo colorati e alla moda, quel trucco troppo accentuato e quella fame di vivere e di vedere/fare/toccare che ti fa quasi impressione.

Che ti eri dimenticata.

Le ragazzine, è innegabile, sono tra di noi.
C’è sempre qualche giovane donna nata dopo il 1980 davanti a noi.

Sono ovunque.

Le trovi a passeggio in centro, con certi capelli gonfiati di lacca o di solo Dio sa cosa da far impallidire le strutture tricologico-architettoniche dei ruggenti anni’80 e inguainate in vestitini che almeno la maggioranza assoluta di loro non si può permettere e conseguente sovraesposizione di adipe.

Ed è proprio questo che mi sconvolge, l’assoluta sicurezza in sé stesse, almeno apparente e nelle loro capacità.

La voglia, la irrequietezza, la vitalità.
La forza.

Le trovo e le osservo soprattutto in palestra, tutte agghindate nell’atto di sudare (o occhieggiare), perizoma in bellavista e panza  col piercing di fuori, ostentando una sicurezza che io quasi-trentenne mi sogno alla grande.
Te le ritrovi nello spogliatoio a monopolizzare lo specchio per ore, a rifare un trucco che la Cappella Sistina in confronto è nulla, con l’inseparabile aiuto di piastra e spazzola, mentre tu ti dai una passata di rimmel  ed una riavviata ai capelli, poi  via di corsa che c’è un cartellino da timbrare.


Ascolto i loro discorsi sotto la doccia, le loro speranze.
Gli occhi luccicanti in attesa di vedere realizzati i propri sogni con l'agilità di un battito d'ali.

Ci credevo. Ci credevo anch'io.
Com'ero io? Com'eravamo noi? 
Pensavo tutto possibile, tutto lì a portata di mano.

Ma la vita non è così facile.

Solo che a quell'età non lo sai ancora, o almeno la maggioranza delle appena ventenni o poco meno non lo sa. Ed è giusto che non lo sappia ancora per un po'.

Pensi che a te non succederà, a te no.
A te no, perchè hai talento, volontà, capacità.

E poi, ovvio, l'amore vero arriverà, che te lo meriti.

Ci vuole un po' di tempo passato a sbattere la testa contro lo stipite della porta per capire che non è così easy la vita.

 

E' per questo, credo, che gli uomini sono atavicamente attratti da questa forma di disimpegnato candore e maliziosa sicurezza. Per afferrare quel che non si è più, quel che non si può essere per tutta la vita.

Ed anche perchè sono dei porci, ovviamente.

Ci sarà sempre una ragazzetta del 1984 davanti a me, volente o nolente.

 

A loro parziale e blanda discolpa, posso affermare che intorno a me e al gruppo di auto-aiuto sono all'improvviso comparsi appena poco più che ventenni che non ti aspetti, allucinantemente belli, colti, divertenti (tra cui spicca il mitico insegnante canadese). Ma sempre decisamente imberbi...
Ma perchè quando eravamo appena ventenni noi non c'erano questi soggetti in giro????

I ragazzetti di oggi sono forse più cool di quelli di ieri?

O sono i quasi trentenni ad essere mosci?

Oppure quello che attira noi matrone è proprio la stessa cosa che attira i maschi (porci) verso le lolite?

 

Ah, la guerra delle generazioni...

 

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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