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14 ottobre 2010 4 14 /10 /ottobre /2010 22:40
Ci sono coseCi sono cose che l’essere umano non può controllare, sono insite nel suo DNA, così ataviche da sfuggire anche all’analisi del DNA. 
Ci sono cose che l’essere umano non può controllare, sono insite nel suo DNA, così ataviche da sfuggire anche alle analisi più approfondite. 
Una delle peculiarità di cui l’uomo non riesce a liberarsi nonostante la morale ed il vivere civile è la tendenza a ravanare nel torbido e nel perverso. 
Quando, ovviamente, non riguardano lui in prima persona.
 
Così come se c’è un incidente nell’altra corsia della tangenziale, è normale rallentare e sperare inconsciamente di vedere sangue, morti e lamiere contorte così è interessante passare le serate assistendo alla ricostruzione con tanto di plastico della villetta di Cogne arredato con le macchie di sangue finte di un bambino vero..
Sangue, merda, morte: un bello spettacolo.
Ancora più bello se c’è anche un pizzico di sesso.
Prima c’è stata Meredith, poi Chiara Poggi, Elisa Claps, e altre che ho dimenticato rosicchiate dal clamore mediatico.
 
Ora c’è Sarah Scazzi.

Una ragazzina appena adolescente, problematica come lo sono un po’ tutte a quell’età.
Sparita, poi trovata tragicamente in diretta su Raitre. Un vero servizio pubblico, non c’è che dire. Specie per la madre, esposta al dolore più grande in diretta tv senza requie.
E’ stato lo zio? Confessa, ma poi non può essere, c’è qualcun altro. 
L'ha violentata dopo morta, sì, ti rendi conto? Oppure no, non si sa, si dice, ma anche no. 
Che orrore! Davvero, non si può sentire! Shhht! Zitta, che comincia! 
Per me è stata la cugina grassona perché era invidiosa.
Ma lo sai che la madre è Testimone di Geova? Per me sono stati loro!
L’occhio dei media acceso, le trasmissioni del pomeriggio (ma anche della sera) scatenate sull’orrore, a cercare tra le rughe e gli occhi gonfi di amici e parenti quel dolore che non vorremmo mai provare e per questo sbattuto in piazza come se fosse un esorcismo.
E poco importa se il clamore inficia il lavoro degli inquirenti: la gente vuole, ha bisogno, DEVE sapere.
La gente vuole essere lì, rimirare, guardare. Ma da lontano però, che non gli si sporchino le scarpe scamosciate con il sangue, per carità.
Che è intrigante, è vero, ma solo se non mi riguarda.
Ed il dolore degli altri, vale quanto uno speciale a Pomeriggio5.

Qu
indi non molto, ahimè...
Quindi molto poco… che l’essere umano non può controllare, sono insite nel suo DNA, così ataviche da sfuggire anche all’analisi del DNA. 
una delle peculiarità di cui l’uomo non riesce a liberarsi nonostante la morale ed il vivere civile è la tendenza a ravanare nel torbido e nel perverso. 
Quando, ovviamente, non riguardano lui in prima persona.
Così come se c’è un incidente nell’altra corsia della tangenziale, è normale rallentare e sperare inconsciamente di vedere sangue, morti e lamiere contorte così è interessante passare le serate assistendo alla ricostruzione con tanto di plastico della villetta di Cogne arredato con le macchie di sangue finte di un bambino vero..
Sangue, merda, morte: un bello spettacolo. Ancora più bello se c’è anche un pizzico di sesso.
Prima c’è stata Meredith, poi Chiara Poggi, Elisa Claps, e altre che ho dimenticato rosicchiate dal clamore mediatico.
Ora c’è Sarah Scazzi. Una ragazzina appena adolescente, problematica come lo sono un po’ tutte a quell’età.
Sparita, poi trovata tragicamente in diretta su Raitre. Un vero servizio pubblico, non c’è che dire. Specie per la madre, esposta al dolore più grande in diretta tv senza requie.
E’ stato lo zio? Confessa, ma poi non può essere, c’è qualcun altro. 
La violentata dopo morta, sì, ti rendi conto? Oppure no, non si sa, si dice, ma anche no. 
Che orrore! Davvero, non si può sentire! Shhht! Zitta, che comincia! 
Per me è stata la cugina grassona perché era invidiosa.
Ma lo sai che la madre è Testimone di Geova? Per me sono stati loro!
L’occhio dei media acceso, le trasmissioni del pomeriggio (ma anche della sera) scatenate sull’orrore, a cercare tra le rughe e gli occhi gonfi di amici e parenti quel dolore che non vorremmo mai provare e per questo sbattuto in piazza come se fosse un esorcismo.
E poco importa se il clamore inficia il lavoro degli inquirenti: la gente vuole, ha bisogno, DEVE sapere.
La gente vuole essere lì, rimirare, guardare. Ma da lontano però, che non gli si sporchino le scarpe scamosciate con il sangue, per carità.
Che è intrigante, è vero, ma solo se non mi riguarda.
Ed il dolore degli altri, vale quanto uno speciale a Pomeriggio5.
 
Quindi molto poco…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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