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14 dicembre 2010 2 14 /12 /dicembre /2010 10:31

Sarò bigotta io, ma bazzicando blog, social network e forum mi capita spesso di constatare con sommo orrore la morte della lingua italiana.
Va bene che si scrive veloce, va bene che è esemplificativo, va bene che non si discerne più il parlato dallo scritto, va bene tutto.  Va bene anche l’uso creativo della lingua italiana e l’abbattimento delle barriere sciocche e arcaiche che vorrebbero il periodo articolato sempre nello stesso modo.
Ma a tutto c’è un limite.
Mi dispiace pure se t’è morta la maestra di italiano in terza elementare e non te ne hanno data un’altra mai più.
Ma certe volte perdo la trebisonda e tirando fuori la penna rossa che tengo nel cassetto per le grandi occasioni mi scappa di correggere  questi sfortunati fruitori della rete. Che poi questi soggetti scrivano così anche fuori e che alcuni siano anche avvocati meriterebbe un capitolo a sé. Anzi, meriterebbe l’ergastolo e la radiazione dall’albo, ma lasciamo perdere.
 
I trasgressori della grammatica on line possono essere divisi in varie categorie:

I bimbominkia.
Quando mi salta in mente l’idea di procreare, vengo dissuasa immediatamente dall’idea di questi soggetti, dall’età indefinibile ma che spesso oscilla pericolosamente verso i trenta. Già  è un linguaggio odioso, se chi lo usa ha superato i diciotto diventa patetico.
Usano un linguaggio tutto loro, fatto di k e x. Dicono che derivi dagli sms. Ora, io a questa cosa non ci credo, visto che negli sms inserisco anche la punteggiatura. Sn malata l so, ma ke vlt da me? Per me è colpa di Moccia (colpa di questa e di moltissime altre cose) e del suo 3MSC. Sigla che, vorrei ricordare, ho decodificato solo dopo due ore e tre bicchieri di vino.
Ah, non scrivetemi mai un messaggio con le k, le x o le abbreviazioni che non vi rispondo manco morta.

I fluidificanti.
Non usano la punteggiatura nemmeno sotto tortura. Schiavi inconsapevoli dello stream of consciousness, ignorano con pervicace ostinazione punti, virgole e qualsiasi altro segno che possa rovinare il flusso costante del loro pensiero.
A questi signori (ma anche signore) vorrei ricordare una cosa: non siete James Joyce e non state scrivendo il vostro Ulisse privato. Decisamente no.  Proprio no. Quindi il vostro modo di scrivere fa si che delle vostre intelligentissime parole non si capisca un cazzo. E scusate il francesismo, ma è la realtà. Se la lingua italiana si è evoluta in questo senso, ci sarà un perché. La punteggiatura serve a rendere chiaro e leggibile un pensiero e se la eliminate allora io non vi leggo a prescindere.
E sì, sono presuntuosa.

I (re)fusi.
Avete presente quando il gatto vi cammina sulla tastiera?
Ecoc, chi ha il prolbema del refuos scriev csoì.
Poveracic.
Rileggetevi. Vi prego.
Rileggetevi sempre.
Ora c’è anche Word che li segnala sottolineandoli.
Un paio può succedere, ma otto in una frase no.

Gli sgrammaticati.
Ecco, io questi li odio. Li metterei alla gogna nella pubblica piazza, esposti al pubblico ludibrio. Se non fosse che spesso ci si ficcano gia da soli.
Se ci vuole l’acca, allora ce la devi mettere. E il fatto che sia una lettera muta, non vi autorizza a depennarla dal vostro (piccolo) vocabolario.
E la lingua italiana, per vostra opportuna conoscenza, non ha solo il presente indicativo. E’ dotata di mille sfaccettature e di tempi (ma anche modi, pensate un po’!!!) che voi neanche riuscite ad immaginare!
Vi odio, sapevatelo.
Siete di gran lunga i peggiori di tutta la combriccola.
 
E voi? Appartenete disgraziatamente a una di queste categorie? Fate qualcosa di costruttivo per uscirne?
Ne conoscete delle altre?
Siete fanatici come me e passate i pomeriggi a perplimervi dell’ignoranza altrui e a combattere coi colleghi a colpi di Accademia della Crusca?
Ma soprattutto, un paese che imbastardisce così la propria lingua, sia parlata che scritta, che futuro ha?
 
Meditate, gente, meditate…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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