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2 maggio 2010 7 02 /05 /maggio /2010 20:04
Gli uomini non si sanno proprio approcciare ad una donna.
Almeno, una bella fetta della popolazione maschile ha questo problema.
C’è qualcosa nel loro DNA che se da un lato li spinge a cercare la riproduzione ad ogni costo, dall’altro li mette a rischio di estinzione come e più del Dodo.
Esempi? Ve ne porto subito uno.
 
Anni fa ero ad una festa.
Oddio, detto così sembro mia zia Concetta,  comunque è così.
Andiamo avanti.
Dicevo, ero ad una festa, una qualche inaugurazione piena di gente finto chic tardo adolescenziale. Io e le mie amiche eravamo lì soprattutto perché gratis, quando entra un ragazzo bello come Apollo che innalza immediatamente la media della festa. Ragazzine uggiolanti come cocker denutriti iniziano a fare commenti a bassa voce, mentre io scuoto la testa.
Anche da lontano avevo notato che il tizio portava in dotazione, oltre una notevole tartaruga di addominali evidenziata dalla magliettina bianca di due taglie più piccola, anche uno sguardo così simile alle mucche che guardano il treno passare ruminando erba medica e fiori di tarassaco da renderlo intrigante come le mele cotte.
Sbuffo e lo accatasto tra tutti gli altri maschi che pascolano la festa, salvo ritrovarmelo a cinque centimetri dalla faccia davanti al vassoio dei canapè.
Lui sventolando le ciglia mi stupisce con un classico: “Ciao, mi chiamo XXXXXXX” 
Le ragazzine onnipresenti mi lanciano sguardi d’odio. “Hmmm… ehm… ciao, io sono Phoebe
Da qui inizia una conversazione surreale su capelli/sopracciglia/palestra che sono in grado di sostenere solo  spegnendo due terzi del cervello. Finché arriviamo al momento clou. Mi guarda e chiede: “Ti va se ci vediamo domani sera?”  
Spalanco gli occhi un po’ per la sorpresa, un  po’ perché conscia del tentativo di linciaggio che rischio di subire ad opera delle ragazzine uggiolanti. 
Ora, a mia parziale discolpa va detto che:
- Anche se con lo sguardo bovino, rimaneva sempre un gran pezzo di gnocco e ai gran pezzi di gnocco in genere si dà una seconda chance.
- Uscivo da una relazione complicata (prima che la codificasse Facebook, vorrei sottolinearlo) e volevo aria fresca, magari anche un diversivo che non mi facesse pensare a quello stronzo del mio ex.
- Mi annoiavo. Molto.
Così emetto un flebile “ok” e gli passo il mio numero. 
Le mie amiche mi saltellano intorno, benedicendo l’acchiappo e proponendosi per (eventuali) amici altrettanto fighi.
La sera dopo usciamo. 
 
Mi viene a prendere, bel ristorante, passeggiata, lui cavaliere, tutto preciso. Che noia. Oddio che noia. La serata più noiosa della mia vita. E che frustrazione, anche. Perché Dio dovrebbe dare un aspetto così ad uno col cervello più vuoto di un attivo di Dollhouse?? Perché? Dopo avermi chiesto:
1) se la facoltà di Giurisprudenza fosse difficile 
2) cos’è un blog 
3) cos’è un blog 
4) cos’è un blog che non ho capito le altre due volte
L’apice è stato toccato dalla frase “Non capisco come fai a leggere così tanto. I libri non ti si mischiano in testa?” Sì, sapessi come frullano!!!!
Saliamo in macchina e mi accompagna a casa. Metà del mio cervello sta contando le pecore che saltano un immaginario steccato, mentre l’altra metà sta cercando di inventare strategie per evitare un imbarazzante quanto indesiderato approccio sessuale da parte sua. 
Arriviamo sotto casa mia.
Lui ferma la macchina.
La spegne.
Ohia.
La vedo male.
Silenzio.
Mentre preparo la frasetta di circostanza tipo “Sono cattolica osservante, non-te-la-posso-dare” oppure “Scusami devo scappare che domani mi alzo presto. Sai, devo emigrare in Ucraina”, o anche il classico “Ho il ciclo. Perenne.”, lui mi sorprende attaccando un discorso filosofico. 
Filosofico a modo suo, chiaramente. 
Sai” mi dice torturandosi le mani e fissando il tappetino “Tu mi piaci molto e con te sto bene. Mi diverto e sei interessante, ho molto da imparare.” Ecco, ora mi sento davvero zia Concetta alla fiera della padella da crepes. Poi continua: “Ma sai… vedi… io sono abituato ad uscire solo con modelle. Alte, magre, belle, magari stupide, ma non posso farne a meno. Ci ho provato, ma per me l’aspetto fisico è troppo importante. Scusami ma è meglio se tronchiamo qui.”
Phoebe: “…”
Lui: “…”
 
Tante cose mi sono passate per la testa. 
 
Ma brutto australopiteco palestrato col cervello di gallina, come ti permetti di definirmi così poco metaforicamente un cesso? Tu sì che sei bravo a fare i complimenti ad una donna!!!!
Sei TU che mi hai chiesto di uscire e poi mi dici che per te l’aspetto fisico è troppo importante???
Ma vedi di andare a quel paese a piedi, và! Tu e le sciacquette con cui esci di solito il cui unico problema è dato dalla decisione tra scarpe a punta tonda o open-toe.
Senza considerare che non te l’avrei data mai, ma proprio MAI, nemmeno fossi stato l’ultimo sul pianeta, nemmeno da ubriaca tronca di Amaretto di Saronno!
Invece, da vera signora, ho detto solo: “Allora ciao” e sono scesa.
Deficiente.
 
Qualche volta l’estinzione della specie sarebbe auspicabile…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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