Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
21 luglio 2010 3 21 /07 /luglio /2010 23:33
Il mio panettiere di fiducia di chiama Alì ed il suo forno sta all’ingresso del Penny Market gestito dalla mia amica Mara.
Andare a far spesa è diventato per me un rituale, un momento di relax nel trambusto della vita quotidiana e un modo per ridere e far quattro chiacchiere.
Senza dimenticare poi che Alì fa un pane spettacolare, una pizza da urlo e anche come pasticcere se la cava bene.
Senza parlare del kebab. Già, perché Alì (ammesso che questo sia il suo vero nome e non una semplificazione) è pakistano di nascita e fiorentino d’adozione, impiantato sul Trasimeno un po’ per caso. 
Disquisivamo su come abbia raddoppiato le vendite togliendo l’indicazione pane arabo e sostituendola con “rosetta”, quando siamo distratti dall’arrivo di un’altra cliente.
Non è una qualunque, ma una specie di Kate Moss dei poveri. Alta, slanciata e con due occhi azzurri da levare il respiro. Se non fossero i suoi vestiti a tradirla, la canottierina, la gonna quasi zingaresca e le ciabatte di gomma,  sembrerebbe appena scesa dalla passerella. Ammutoliamo entrambi. 
Tiene per mano tre bambini biondissimi e con i suoi stessi occhi che avranno a scala 5, 6 e 7 anni. Il più piccolo decide di spalmare la maggior possibile di superficie del suo corpo sul vetro della panetteria, iniziando a fare cerchi per lui altamente coreografici con il fiato. Lei, svelta come una gatta, prima che nessuno possa dire niente, lo riprende per l’orecchio alzandolo da terra e provocando una grandinata di strilli. 
Signora, non fa nulla!” la richiama Alì.
No, no. Cattivo!!!” urla lei senza lasciare l’orecchio ma anzi aumentando la forza. E le lacrime del piccolo.
No, davvero… basta signora!” mi intrometto io.
Lei mi  guarda come fosse davvero una gatta e io un mostro crudele che vuole affogarle i cuccioli: “No! Lui punito!” 
Mentre io sono lì attonita arriva il resto della brigata, composta dal marito e altri due biondissimi pargoli. Cinque non sono pochi. 
Il più piccolo, a cavallo del carrello, assapora un gustoso pacchetto di fazzoletti di carta tra l’indifferenza dei genitori. 
Mentre il bambino urla, non posso che ammirare il marito, perfetto simulacro di un personaggio di Kusturica. In canottiera, capello bisunto, espressione truce e barba di diversi giorni spinge il carrello con una espressione caprina che lo esilia dal resto del mondo.
Mi faccio da parte e lei compra il pane tirando fuori le monetine da un portafoglio disastrato. Alì esegue e raccoglie gli spicci. 
Questa Famiglia Cuore dei giorni nostri se ne va così, con il piccolo anarchico che trascinato per mano che tira ancora su col naso incespicando sui suoi stessi piedi.
Quanti figli…” commenta Alì appoggiato al bancone.
Perché? Tu e i tuoi compaesani non ne fate così tanti?” rido alzando un sopracciglio.
Sì. No. Cioè, sì. Ma è diverso. Tu capisci?”
 
Sì, forse capisco anch’io...

Condividi post

Repost 0
Published by phoebe1976 - in vita vissuta
scrivi un commento

commenti

Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

Piccolo spazio pubblicità



Varie ed Eventuali

Il tarlo della lettura





buzzoole code