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11 luglio 2006 2 11 /07 /luglio /2006 12:23

Attenzione, attenzione!

Cari lettori eventuali od affezionati, di passaggio o stanziali siete avvertiti: questo è un post a grande, enorme, immenso contenuto femminista e ferocemente contro il popolo maschile.

Quindi, a meno che non abbiate pazienza a mille, una dose di autoironia sufficiente a rendervi uomini senzienti, illuminanti soluzioni tecnico-tattiche o gigantesche conoscenze psicologiche vi avverto: potreste irritarvi.


Prese le dovute precauzioni (Ah! Io ve l’avevo detto, lasciate ogni speranza o voi che continuate!!), veniamo a noi.

 

Ma agli uomini fanno dei corsi serali?

Oppure nella pre-adolescenza regalano un generatore di cazzate insieme al manuale per la masturbazione?

E’ tutta colpa del DNA?

 

No, perché se è vero che anche le donne nel dire le cavolate sono maestre, gli uomini danno il meglio di loro con voli pindarici degni di una medaglia al merito. Più o meno come quella di Muttley.

La cosa veramente interessante è che tutte le scuse mentecatte convergono tristemente verso stereotipi abusati, capaci di far arrabbiare la donna in oggetto più per il modo con cui viene scaricata che per lo scaricamento stesso.

L’uomo sofferente

In questa esaltante categoria, rientra il trentenne medio bistrattato e contemporaneamente bramato dalle più.

Infelice, insofferente, con tanto bisogno di stare solo e riflettere. Preferisce il cinema, possibilmente solo, estraniarsi da questa sciocca società e ti butta fuori dalla sua vita con una frase da incorniciare:”Non sono la persona giusta per te. Ti lascio per il tuo bene.”.

A parte il fatto che probabilmente è vero, l’irritazione sale a causa del presunto buonismo del soggetto e della sua presunzione di conoscerti meglio di te stessa. E di sacrificarsi per te. Oh, ma grazie. E che ne sapresti cosa è meglio per me?

Finché poi non lo ritrovi a passeggio sottobraccio con una ventenne greca di un metro e ottanta che non spiccica l’italiano, con addosso un sorriso ebete ed una magliettina trendy tutta rosa, completamente dimentico della sua depressione. E anche di quello che restava del suo cervello ucciso dalle paranoie, dall’ascolto di musica deprimente e dall’uso smodato di autocommiserazione .

L’uomo Peter Pan

Convinto e straconvinto che l’amore vero sia quello dei 14 anni tutto palpiti, fremiti e messaggini rosa e esplosioni di stelle nel cielo blu. E ti lascia perché “Ti adoro,sto benissimo con te. E poi abbiamo così tante cose in comune! Ma non ti amo perciò addio.” come se tu gli avessi giurato amore eterno srotolando la tua treccia din su dai veroni del tuo palazzo incantato.

Presuntuoso. Pretestuoso. E infantile, perché l’amore non può essere sempre il palpito della scoperta. Il giramento di testa violento dle primo incontro. Si consolida, nasce, cresce e cambia.
No?

L’uomo libero

Ci sono uomini che si devono sentire liberi come il cavallo della pubblicità del Vidal. E per questo, non puoi mettergli un freno tu, donna. Non mi sento pronto ad avere legami”, frase oramai entrata nella leggenda, è stata coniata da lui. Ed il novello Lorenzo Lamas de noarti continua, incalza. “Non è per te, è che io sono fatto così. Non mi puoi mettere le catene”.

A parte il fatto che io sono per la funzione rieducativa della pena e al limite con le catene ci possiamo giocare un pochino e poi basta, chi t’ha detto niente?

Salvo poi vederlo, sei mesi dopo, zerbino di una stronza bionda ossigenata costretto allo shopping selvaggio il primo giorno dei saldi tra orde di casalinghe impazzite e ragazzine obese col piercing all’ombelico urlanti e litiganti per un perizoma di Dolce e Gabbana con gli strass scontato dell’1,5%.


Il santo

Dolce. Coccoloso. Chiama 862 volte al giorno, più una pioggia di SMS tutti pucci pucci. Vi manda mail con un contenuto calorico così alto da farvi aumentare la cellulite ogni volta che controllare la posta elettronica.

Peccato che le mandi in serie. Già. E che voi non siate l’unico amore della sua vita. In realtà siete in buona compagnia, ma non lo sapete. Finora.

 

 

Cosa si deduce da tutto questo discorso?

Cioè, a parte il risentimento verso le cazzate sparate dai maschi.

Se c’è una cosa sul pianeta che mi fa veramente irritare, è l’essere presa in giro senza che me ne possa rendere conto. Mi sento umiliata e il mio amor proprio fa le capriole fino a raggiungere il triplo salto carpiato all’indietro.

Se un ragazzo ti lascia perché: “Non sono pronto per un rapporto serio” vuole in automatico dire :”Mi sto scopando un’altra”?

Se il moroso ti saluta con un “Non voglio farti del male col mio pessimo carattere” vuol dire in realtà “Mi sto scopando un’altra”?

Se il fidanzato ti molla perché “E’ un periodo un po’ così…” la traduzione letterale è “Mi sto scopando un’altra”?

Perché allora, figlioli miei, ci conviene attrezzarsi.

O iniziamo a parlare chiaro, a non nascondere la propria codardia e la mancanza di rispetto verso il prossimo dietro ad un finto e pseudo-misericordioso “Non volevo farti soffrire” che ottiene un effetto boomerang spaventoso, specie nelle piccole città di provincia come la mia dove ci si conosce tutti ed il rischio di incontro malaugurato è altissimo.

Oppure qualche valente ingegnere cominciasse a studiare la progettazione di un traduttore simultaneo di cazzate uomo/donna, così magari co comprendiamo meglio ed evitiamo inutili righe sulle macchine.

Delle due soluzioni, visto che in genere non mi fido dell’ingegnere medio nemmeno per la progettazione del mio push-up, la prima sarebbe quella auspicabile.


Ma, ahimè, impraticabile.

E allora?

Allora niente.

Niente a parte il consiglio di mia nonna, saggezza contadina a fiumi e certificato di frequenza della terza elementare.

 

Pensar male è peccato. Ma spesso ci si indovina.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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