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15 dicembre 2007 6 15 /12 /dicembre /2007 20:28
Alle donne dovrebbero essere concessi almeno due giorni di permesso extra al mese in occasione del ciclo.
Dovrebbe essere un diritto costituzionalmente garantito.
Lungi da me assecondare le teorie maschiliste che ritengono le donne schiave del ciclo mestruale e dei suoi malumori, nonché delle sue paranoie e frustrazioni.
Però è innegabile.
Noi donne in quei giorni lì siamo diverse, ognuna a modo suo.
A me, ad esempio, scende di solito in maniera esponenziale la soglia minima di sopportazione oltre il quale comincio a trovare allettante e molto giusta l’idea di ripetere le gesta di Micheal Douglas in “Un giorno di ordinaria follia”.
Tutto mi risulta meno tollerabile, anche quello che ho imparato ha controllare con corsi a dispense di training autogeno e forza di volontà a badilate.
Uno sgarbo minimo.
Una separazione momentanea, ma necessaria.
Un telefono che fa le bizze nonostante le maledizioni ed i riti voodoo promessi alla Nokia.


E quindi eventuali colleghi stronzi mi sembrano ancora un pochino più fetenti e la voglia di sganciargli un “Ma vaffanculo” sonoro, soddisfatto ed accorato su quel brutto grugno si fa più allettante.
Soprattutto se provano ad incrociare la tua strada, se ti senti un’isola dell’Oceano Pacifico che sta per essere bombardata dagli esperimenti francesi ed in genere il tuo carattere ti imporrebbe di ucciderli tutti, farli a pezzi con una accetta e darli in pasto alle nutrie del Trasimeno (conoscete un modo migliore di far sparire un cadavere? Io no, le nutrie sono animali onnivori favolosi!) e invece sorridi.
Ma quando la soglia si abbassa, cominci a chiederti se l’accetta entri o meno nella tua borsa di Carpisa.
Ma perdonatemi, sono in quei giorni lì.

Ti viene anche  meno il self control che tiene ferma la tua lingua nei confronti di chi chiacchiera alle tue spalle, attribuendoti amanti, definendoti spaccafamiglie e pure mignatta. Mi sa che pure lo tsunami è colpa tua, mentre certamente l’inflazione crescente l’hai causata tu. Mi verrebbe voglia di fargli un fiocco alla lingua a chi chiacchiera senza sapere, inventando, ricamando e beandosi della mia vita, forse perché non ne hanno una loro che li possa soddisfare. Ma vaffanculo.
Ma perdonatemi, sono in quei giorni lì.

E poi c’è la macchina, fonte di irritazione quotidiana per chi come me macina chilometri a bizzeffe.
Per esempio giusto ieri mattina una signora di una certa età, impellicciata e dotata degli occhiali da sole più grandi che abbia mai visto, alla guida di un SUV enorme mi ha tagliato la strada, mettendo il suo gran culone proprio davanti all’agile muso della mia 206 grigio Islanda all’andatura media di 30 km/h.
Ora, a quest’andatura non le sarebbe dovuto risultare difficoltoso leggere il segnale (dotato di lampeggianti) posto 500 metri prima dell’ingresso in superstrada e che indicava “Direzione Firenze imbocco chiuso”. E invece, complici forse gli occhiali da sole, non solo non l’ha visto, ma ha pure preteso di fare inversione sulla rampa in 342 manovre bloccando tutto il traffico delle otto di mattina e, soprattutto, bloccando ME.
Che in maniera amabile ho tirato giù il finestrino e le ho urlato: “Ehi, nonna!!! Guida una macchina che sai guidare la prossima volta, invece di ‘sto transatlantico puzzolente ed inquinante!!!” tra i fischi e gli applausi degli altri automobilisti.
Sono una vera lady.
Modestamente.
Ma perdonatemi, sono in quei giorni lì.

Con questo non voglio certo spezzare una lancia in favore di tutti quei maschietti che usano la scusa del ciclo mestruale per sminuire le donne o per dimostrare il loro essere schiave degli ormoni.
Solo perché una donna porta avanti i propri diritti o non si lascia mettere i piedi in testa o, semplicemente, non sorride 24 ore al giorno non vuol dire che ha il ciclo, ma che magari ha un certo carattere.
E no, non c’è bisogno che sghignazzando le chiediate: “Ma che ti sono tornate?” ad ogni accenno di nervosismo, ché in genere la parte arrogante del sesso maschile sa essere indisponente ben più di una scarica ormonale incontrollata. Non fate queste battutine, se non volete un'occhiata in grado di depilarvi le sopracciglia.
Vorrei dire a tutti questi maschietti che non si dovrebbero preoccupare di quei giorni lì, ma ringraziare invece dei restanti 26/27 giorni al mese in cui il livello di tolleranza si alza nuovamente e noi donne riusciamo nuovamente a passare sopra alle cose, sorridere al capo bastardo, comprare i regali per i colleghi e tirare avanti la carretta.
Giorno dopo giorno.

Ringraziateci, và...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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