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27 agosto 2008 3 27 /08 /agosto /2008 12:34

Mi ero ripromessa di non seguire questa edizione delle Olimpiadi.
Lo volevo evitare sia per motivi etici (possibile affidare il simbolo della fratellanza tra i popoli ad un paese in cui c’è la pena di morte per reati d’opinione??? E poi, con il Tibet?), sia perché tutto mi sapeva di finto, al gusto dolciastro di Coca Cola e sponsor affini.
Come possono perdersi un miliardo di utenti che non hanno nulla e che invece vorrebbero tutto?
Che schifo. Che schifo il CIO, che schifo Rogge e le sue promesse di rendere la Cina “più umana”.
Bleah!
 
Poi però.
 
Ho guardato l’inaugurazione pronta allo stroncamento senza possibilità di appello, con la puzza sotto il naso che mi arricciava fastidiosa le narici.
Io? Io no.
E invece in meno di un’ora il Made in China mi aveva già stregata, conquistata e lasciata con la bavetta alla bocca e una voglia di sfidare il fuso allucinante, restando in piedi fino a notte fonda per vedere sport di cui ignoravo l’esistenza cinque minuti prima.
Ecco fatto.
Addio a tutti i buoni propositi.
 
In fondo la Cina non è poi tanto male.
Certo, non rispetta i diritti umani della popolazione interna ed è un comportamento assolutamente deprecabile.
Ma a voler andare proprio sul sottile, non rispettare i diritti umani fuori dal territorio nazionale o dentro non è concettualmente la stessa cosa? No, perché allora i tanto democratici Stati Uniti d’America sarebbero davvero carenti di spirito olimpico
 
Kayak, lotta grecoromana, alti marziali, tiro al volo di tutte le specialità: niente è poco interessante quando si parla di Olimpiadi.
E così mattine, pomeriggi inoltrati e occasionali notti insonni sono stati dedicati a riassunti, telecronache, commenti e tutto quanto potesse essere. Volete sapere quante volte ho visto le gare di Usain Bolt? E quante volte ho visto il sinistro d’incontro con cui Cammarelle ha steso il cinesone domenica mattina? Meglio di no, rimanete nella vostra beata ignoranza che è molto meglio.
 
E poi documentari, servizi, reportage di tutti i tipi.
 
Lo sapevate che in Cina ci sono 56 etnie diverse? Incredibile!
E che non esiste un ordine alfabetico come il nostro, ma che si devono contare le linee dei primo ideogramma di una parola per dare una parvenza di elenco? Strano, eh?
Che hanno inventato la carta moneta? Ah!
E che il sogno delle ragazze cinesi è fare  la soubrettina in Tv?


 
Un momento.
Come?
Il sogno delle nuove generazioni femminili cinesi è fare la Velina? La VELINA?????
Ebbene, sembrerebbe proprio di sì.
Il massimo del trend tra le ragazze cinesi è la chirurgia estetica: seno nuovo, occhi alla occidentale, bocca più carnosa. Ah, ovviamente anche un culo più “importante”, visto che le cinesi notoriamente ce l’hanno piatto.
Tutto, pur di assomigliare ad un canone che è geneticamente inarrivabile.
E poi la tv, vista come unica possibilità di riscatto.
Fioccano concorsi pruriginosi, sfilate e selezioni assortite in cui un mare di ragazzine vestite (poco) con colori sgargianti imitano Britney Spears con mosse quantomeno discinte.
Come in Italia.
Come nel resto d’Europa.
E in Usa.
E in Papua Nuova Guinea, inizio a credere.
Forse anche tra gli Inuit, chissà. Perché no, a questo punto?

Non che mi aspettassi chissà che cosa dalle nipotine di Mao, per carità. Ma pensavo che comunque fossero il parto di una educazione differente (magari peggiore, eh!) e che questo le facesse tendere a qualcosa di diverso che a sculettare mezze nude su un cubo.
E invece no.
Che direbbe Mao? Che ne penserebbe Mulan?

Le cose sono due: o la colpa è della globalizzazione oppure le donne sono geneticamente sceme.
E siccome dire che è colpa della globalizzazione è un po’ come dire “piove, governo ladro”, inizio a tendere alla seconda ipotesi.

Il sesso femminile è tarato, geneticamente idiota. Altrimenti non si spiega come mai in un’epoca tendenzialmente libera in cui le donne possono decidere quello che vogliono essere (almeno nei paesi industrializzati), le nuove generazioni scelgono di esibire il proprio corpo torturato quotidianamente per aderire a canoni estetici inventati dalle riviste di moda, di farsi strada simulando sesso free e ammiccare ad una telecamera. Il tutto al posto di usare il cervello.
Sono disgustata. Perché?
Perché non siamo in grado di evolverci?
Di smettere anche solo per un momento di pensare che questa sia la strada più facile da percorrere?
Perché per ogni donna che si fa strada nel proprio campo, che studia, che si impegna, ce ne sono almeno 120 che vanno a fare il provino per “Veline”?
Le suffragette, il femminismo,  le lotte in piazza, i reggiseno bruciati, la parità dei diritti.

Per che cosa?
Per niente.

Tutto buttato, basta una minigonna per entrare in Paradiso e cioè in Tv.
Eccolo il sogno delle nuove ragazze, delle generazioni che stannoa rrivando.

Mi sento vecchia...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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