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6 marzo 2007 2 06 /03 /marzo /2007 23:37

Verba volant scripta manent dicevano gli antichi.

 

Oppure, molto meno pomposamente, come diceva mia nonna “le chiacchiere non fanno frittelle”.

Ed è vero, innegabile, chiaro come il giorno.

A parole siamo tutti bravi.

Degli angeli dalle lunghe ciglia.

Bravi a dire “Ti voglio bene”, ma anche il famigerato ed annoso “Ti amo”; a fare promesse da marinaio che non si manterranno mai, anche se nel momento in cui si sono pronunciate erano vere.

Ma le parole sono labili e veloci, leggere come ali di farfalla.

Facili da portare via come foglie nel vento d’autunno.

Facili da dimenticare come le facce della gente che incontri sul tram.

Lo giuro.


Frasi, parole, momenti, che vengono rielaborati ancora ed ancora fino a plasmarli nella nostra mente sempre di più, fino a farli assomigliare alla nostra volontà.

Fino a giustificarci.

Lo faccio solo io?

 

Ecco perché le lettere hanno il loro antico fascino.

Immortale.

Il fruscio delle pagine ammassate.

Sia che parlino di amicizia, sia che raccontino terre lontane, passando per languide lettere tra innamorati. Scritte su fogli di quaderno o su carta da lettere profumata alla violetta, per secoli hanno riempito scatole piene di ricordi di signorine attempate per cui la primavera è passata troppo presto, lasciandole avvizzite e piene di scartoffie.

Postini coraggiosi ed indefessi hanno affrontato le intemperie peggiori ed i chihuahua più rabbiosi per consegnare le missive.

Lettere, cartoline, biglietti.

Ma si sa, ci vuole costanza per archiviare la memoria.

Solo le signorine di quel tempo che fu forse ne avevano a sufficienza.

E così traslochi, momenti di furia, pulizie troppo zelanti o rabbiosi attimi di dolore nel corso del tempo hanno il potere di minare le riserve di memoria su carta che tanto gelosamente pensavamo di custodire per sempre.

 

Ma, come sempre nel nostro secolo, la tecnologia ci viene incontro tendendoci la mano.

Ed eccolo, il surrogato.

La posta elettronica.

L’e-mail.

Facile, sicura, accessibile, indistruttibile come gli scarafaggi dopo un’esplosione atomica.

Comoda e virtuale, l’agile e spaziosa Gmail, prestigioso regalo di Google, ne rappresenta la versione deluxe.

Grande, grandissima. Più di 2 giga di memoria, archiviazione per argomento, possibilità di richiamare le mail per destinatario, di inglobare altri indirizzi di posta per una più facile consultazione.

 

Con un gingillino così, cosa si può volere di più?

Si può persino andare a spulciare, così per diletto, tra la posta degli anni passati.

Riscoprire mail di amanti focosi i cui bollenti spiriti hanno subito svariate docce fredde.

Ritrovare tracce di amici lontani, sorridere e mandargli una nuova mail per sapere come stanno. Ed avere una risposta entro brevissimo giro, anche se vivono all’altro capo del mondo.

Oppure far saltare fuori mail di persone che non ci sono più, che per le più svariate ragioni ci hanno abbandonato.

Mail tristi, mail allegre.

Tutto nell’etere.

 

Forse manca solo il profumo di violetta…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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