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7 settembre 2008 7 07 /09 /settembre /2008 21:50
Stasera, mentre ero sotto la doccia per riprendermi dalla giornata spesa tentando di mantenere la tintarella, la mia mente ha iniziato come al solito a vagare.

Non so come mai (ma mi capita spesso in questi giorni) mi è venuta alla mente Miss Sarah Palin e le sue disgustose teorie ideologiche. No all’aborto, no all’educazione sessuale, a puttane il Protocollo di Kyoto e l’ambiente in generale, spianiamo l’Iraq, ecc ecc. Ah, sempre nel nome di Dio, eh!
Sua figlia si fa mettere incinta al liceo?
Riparerà sposando uno che probabilmente ha visto tre volte perché “ha sbagliato”. La sua felicità?  La sua volontà? Non importa, hai sbagliato e ora ripari: così ha detto Dio!
Le nasce il quinto figlio affetto dalla sindrome di Down? Quale migliore animaletto da esporre alla convention repubblicana?
Non c’è che dire, la Santa Inquisizione spagnola era comandata da dilettanti, al confronto…

Comunque, ero lì che mi insaponavo e ripensavo ad una discussione fatta in spiaggia con una mia amica che si professa di destra. Esponevo la mia teoria sull’aborto e lei annuiva. Affermavo la necessità di una legge che tuteli le donne, il loro diritto di scelta e di poter decidere della propria vita. E lei annuiva. Sulla necessità di educare alla contraccezione, alla prevenzione, sul fatto che solo una cultura diversa può aiutare. E lei annuiva.
Come me.
Ecco, mi era venuto in mente di dirle che chi è propriamente di destra, non la pensa esattamente così, e che lei si fregia di appartenere ad una ideologia (giusta o sbagliata non sta a me dirlo, posso solo dire quanto sia lontana dal mio modo di sentire) ci cui non fa parte.

La “cultura di destra”, specie negli ultimi anni, è sempre più ispirata ai valori cattolici e non c’è sgranarosari (Nonna Spina dixit) che non voti lì sebbene il prete dall’altare non consigli più dove mettere la crocetta.
Mi fa sorridere come la mancanza di senso critico dei cattolici poi si rifletta così anche nella politica. Già, mancanza di senso critico, che fa sbandare un’ideologia e un modo di pensare da Hitler a Dio.
Eresia? Forse, ma il parallelo è inquietante. Quali migliori regole da seguire se non quelle stabilite dall’autorità papale? L’Iraq invece di Gerusalemme, il petrolio invece della via della seta.
Corsi e ricorsi?
La mancanza di senso critico e la rigidità tipica delle persone che votano a destra non ha forse bisogno di regole ferree che diano sicurezza all’animo? E chi meglio di Dio? Chi meglio della religione cattolica, che definisce non a caso i fedeli come pecore?
Siamo davvero le pecore da portare al pascolo fiduciose del buon pastore?
Ed è così brutto essere pecore smarrite quando non si può diventare pastore di sé stesso?
Non si può negare che ovunque la classe intellettuale sia storicamente di sinistra, anche in paesi in cui vige una dittatura (magari proprio di sinistra, come un cane che mangi un altro cane) o in cui invece, come in Italia, ci si culla nel placido e sereno mare dell’indifferenza.

Già perché il discorso destra/sinistra, pensavo applicando il balsamo ai capelli, non si può applicare in Italia. Un paese che ha rinunciato alla satira, perché alla gente non interessa più. Forse è per questo che mi sto accalorando tanto per le elezioni americane, perchè ancora da loro la politica vale.
Ma in Italia? Nel paese dei burattini, dei nani e delle veline?
Un paese in cui i propri schieramenti politici sono solo ombre del passato, fantasmi privi di nerbo che hanno capitolato entrambi di fronte ad un partito monomarca come un negozio di abbigliamento casual. Un partito che morirà quando Dio chiamerà a sé il suo artefice, magari facendo diventare santo.
Finito di fare la doccia, con l’accappatoio ed i capelli bagnati sono uscita in giardino.
Il sole tramontava su una giornata pigramente afosa e caliginosa.

La doccia era quello che mi ci voleva…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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