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25 marzo 2010 4 25 /03 /marzo /2010 12:47
Io, Alice. L’ho sempre amata.
Anzi, adorata a tal punto da fantasticare di chiamare come lei una mia eventuale figlia.
Un’ossessione che mi ha portato da bambina, insieme a mia sorella, a parlare in codice con le facezie del film di Walt Disney.
E poi ovviamente i libri di Lewis Carroll letti cento volte, in una mania tutta infantile d’estraniarsi dal contesto quotidiano per volare in un mondo di sogni.

Io, Tim Burton, l’ho sempre venerato.
I suoi film li ho visti tutti, molte volte. Compreso il cantato Sweeney Todd, che non posso dire di aver compreso in toto ma sicuramente è colpa mia.
Adoro il tuo immaginario, la sua fantasia, il suo gusto nel vedere il mondo con occhi non banali.
Capite la mia reazione alla vista del primo trailer di “Alice in Wonderland”?
Capite l’ansia dell’attesa?
Le palpitazioni?
La frenesia?

 
Ecco, allora capirete anche la mia delusione.
Sarà colpa della Disney, paciosa e politically correct casa di produzione. Di una sceneggiatura zoppicante che riduce un romanzo iconoclasta ad una banale lotta tra bene e male che nemmeno i Pokemon. Sarà che le aspettative troppo alte vengono spesso infrante.
Ma a me questo sacrificio di Alice sull’altare postmoderno del 3D non mi è proprio piaciuto.
Cosa non mi è piaciuto?
Riassumiamo in pochi, sintetici punti:
1) Manca l’assurdo ed il nonsense. Tutto si incentra su una storia, ma Alice in realtà NON ha una storia. Ed è questo il bello. Lei cade nella tana del Bianconiglio e il mondo alla rovescia le viene incontro con la violenza di una quadriglia ballata dalle aragoste, sovvertendo i cardini della buona società britannica. Tranne che per l’ora del tè. Volete del tè? E’ l’ora del tè!!!!!!!
2) I personaggi sono buoni o cattivi. Ma in Alice tutti, persino la Regina Bianca o il Brucaliffo, sono semplicemente diversamente sciroccati, mai buoni e puri come in un film tv made in USA. E comunque, sempre ambigui, ammiccanti. Ah, dimenticavo: il gatto del Chelsire è il più matto di tutti, niente affatto una guida sicura, tantomeno un amico.
3) La fantasia burtoniana compare solo a tratti, ed in particolare nella creazione delle meravigliose carte-guerriero della Regina Rossa (meravigliosa anche lei).  Stupende. Avrei osato sperare in invenzioni immaginifiche dark molto più marcate, invece i mostri spaventosi ed orribili che attanagliano i protagonisti sembrano usciti da Barbie Fairytopia. Belli gli sfondi e la foresta, è vero, ma mi immaginavo comunque un altro livello.
4) Il 3D non all’altezza del post-Avatar, con gli oggetti in primo piano sfocati che rendono la visione difficile e fastidiosa.

Sorvolo poi sul fatto (aberrante) che Alice sembra addirittura invaghirsi del Cappellaio Matto in una serie incestuosa (o pedofila?) di sguardi ammiccanti. Ora, se è vero che il Cappellaio è interpretato da un Johnny Depp strepitoso su cui la maggioranza delle donne farebbe ben più di un pensiero, sarebbe un po’ come se Biancaneve facesse gli occhi dolci a Brontolo. Per dire.
In chiusura, non posso non rimandare a settembre questo film appioppandogli, con mio grande dolore, un cinque di stima e rimpianto.
Un’occasione persa, molto talento sprecato.
Un vero peccato.
Sì.
davvero.
Ma in fondo, in un mondo che sostituisce Aldo Busi (eccellente traduttore di una bellissima versione sia di Alice nel paese delle Meraviglie che di Attraverso lo specchio) con uno scarto della società come Domenico Nesci, una versione edulcorata del talentuoso Burton dovrebbe essermi più che sufficiente per tirare a campare ancora un po'.
Voi non trovate?


 
Ci volete lo zucchero nel tè?
 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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