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9 dicembre 2009 3 09 /12 /dicembre /2009 20:47
Venerdì avevo una ricorrenza da festeggiare con l’Amoremio, indi per cui siamo andati nel nostro posticino preferito a cena.
Il ristorante si trova proprio in centro e noi comuni mortali liberi dalla schiavitù televisiva non avevamo idea di che cosa avremmo trovato una volta usciti da viale Oberdan. 
 
Decine di furgoni con parabole enormi e postazioni tv riempiono piazza della Repubblica manco fosse Umbria Jazz.
Curiosi di ogni età e estrazione sociale passeggiano fintamente disinteressati davanti al Tribunale, buttando l’occhio ogni tanto al portone intagliato.
Inglesi, americani e TeleNorba, non manca più nessuno.
Una pioggerella fine e dispettosa non aveva fermato un bel nessuno: tutti erano lì.
A fare cosa? Ma ad attendere la sentenza del processo per l’omicidio di Meredith Kercher.
Dopo più di due anni, disguidi, furti, errori e interrogatori, stasera verrà emessa la sentenza.

Io e l’Amoremio ci guardiamo e facciamo spallucce: non ci importa.
Cioè, ci dispiace per questa storia in cui comunque è morta una ragazza ed altri tre ventenni sono in grossi guai, ma non ci importa di comparire in tv dietro all’inviato di Bruno Vespa agitando la manina e urlando “Ciao mamma, guarda come mi diverto”.
Ci dirigiamo quindi al ristorante e lo troviamo pieno. Strano, in questa stagione, anche perché è un piccolo bistrò. Scopriamo presto che la maggioranza degli avventori sono giornalisti ed operatori, stranieri per lo più, che in attesa della sentenza si vogliono godere un po’ d’Italia.
La cena è buonissima e romanticissima, l’ambiente come al solito splendido (uomini perugini, se volete far colpo ad un primo appuntamento usufruite di questo mio suggerimento!) e tra un bicchiere di vino e un tiramisù scomposto arriva l’ora di andarsene.
Ci accoglie all’uscita un centro cittadino deserto e gelido, come abbandonato.
Ripassando davanti al Tribunale, scopriamo che tutta la gente è lì assiepata. Cronisti e gente normale. Perugini (pochi) e stranieri (moltissimi).
Nella ressa colgo la conversazione al telefono in una giornalista americana: la sentenza ci sarà a mezzanotte.
Coreografico, non c’è che dire. Televisivamente ad effetto.
Ce ne andiamo, facendoci largo tra la folla di cronisti che prova le battute per la diretta e operatori che montano tendine per riparare le attrezzature dalla pioggia.
I veri perugini, qui, non ci sono: non sono più interessati, rifiutano la pubblicità negativa, si sentono attaccati, hanno chiuso le serrande dei negozi e nascosto i visi nei baveri delle giacche. L’Università è un indotto importante e questa faccenda l’ha danneggiato pesantemente. Perugia non è Sodoma, ma solo una cittadina di provincia come tante altre.
Annoiata, stanca, chiusa, massona, di sinistra per abitudine più che per credo, pigra, nebbiosa, poco stimolante culturalmente, vuota. Perugia è tutto questo.
Non certamente orgiastica e borderline come si voleva dipingerla all’inizio.
E’ ora di finirla, e stasera forse vedremo l’epilogo di una storia troppo dolorosa e fobica.
 
Rientrati a casa alcune ore dopo, Matrix ci informa che la sentenza è stata di 25 anni per Raffaele Sollecito e 26 per Amanda Knox.
Una sentenza né carne né pesce, controversa. In ogni caso, una tragedia che conclude una tragedia. Non ci sono vincitori, ma solo vinti.
In televisione dal mediocre Alessio Vinci sfilano esperti ed espertini, psicologi, avvocati, politici locali e soubrettine. Tutti vogliono dire qualcosa di basilare sull’argomento, avventandosi sulla sentenza come cani sull’osso ricordandomi il perché da questi programmi sto sempre alla larga. Solo il sindaco di Perugia, il neoeletto Boccali, ricorda come questa sia una tragedia da qualsiasi verso la si guardi e rammenta al pubblico la sofferenza di quattro famiglie.
Non c’è giustizia, non c’è equità.
Gli avvocati Made in USA insorgono. Non capiscono il nostro diritto, non combacia col loro ragionevole dubbio e con l’uso della common law. Non capiscono ed allora attaccano, mordono, ringhiano dai giornali come mastini impazziti alimentando le speranze infrante delle famiglie dei colpevoli. Siamo o non siamo la repubblica delle banane? E allora una falla ci sarà, basta cercare.
Antiamericanismo? Macchè, magari Obama ci venisse a conquistare con un po’ di sano imperialismo liberal made in USA! Sistema giudiziario arcaico?
Chi ha ragione? Chi ha torto? Ma soprattutto, chi ha ucciso Meredith?
Aspettiamo le motivazioni della sentenza. Poi, forse, sapremo e giudicheremo.
 
Magari ce lo spiega Hilary…
 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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