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23 settembre 2004 4 23 /09 /settembre /2004 16:55
L'autunno sta arrivando, splendente di colori.
Non fa più tanto caldo, ma il sole splende ancora.
L'aria è fresca e pulita, ultimo grido di un'estate che deve lasciar il posto al grigio inverno.

Orde di turisti tedeschi in ciabattoni di plastica e bermuda affollano i tavolini del centro. Gli uomini bevono boccali di birra spropositati, le donne si fanno i baffi col cappuccino e ridono.
Famiglie di piccioni grassi e spiumati si contendono le briciole ai loro piedi.

Ci sono anche gli inglesi, ciarlieri ed allegri. Inconfondibili perché sempre spettinati e nascosti dietro occhialoni anni'60 che non credo vendano più in Italia da prima della mia nascita. Moda mia non ti conosco, ma mi sono simpatici lo stesso. Hanno un'idea così romantica dell'Italia che fa stringere il cuore.

Tutti hanno grosse guide sotto il braccio, feticcio indispensabile per ogni viaggio. Io non posso farne a meno.

Capannelli di giapponesi stazionano davanti al Duomo, persi nei discorsi della guida. Cinque minuti d'orologio e passeranno alla Fontana Maggione, poi al Palazzo dei Priori.
Turismo di corsa. Oggi Perugia, domani Firenze, tra due giorni Roma.

"Compra questo!"
"Vieni, amica, bello!!"
"Firma la nostra petizione per la salvaguardia della foresta amazzonica!"

Cento voci riempono il centro, riempite dalle nenie a comando di chi chiede l'elemosina all'uscita del parcheggio.

C'è la popolazione più varia in giro, da far sballare qualsiasi campione ISTAT.
Pensionati che si ostinano a vivere in centro nonostante sia diventato pericoloso ("Troppi, troppi extracomunitari! Dove li mettiamo?"), studenti venuti da chissà quale paese dell'Africa con addosso vestiti tradizionali, italiani che giocano a fare i rastaman, ragazzini che hanno salinato la scuola e fumano con malcelata incapacità una delle prime sigarette della vita.

Passano avvocati e praticanti con costose ventiquattrore in pelle umana: ma quanti sono? Una moltitudine. Sembra che qui si possa fare solo questo. Sono talmente tanti da sembrare operai all'uscita di un cantiere. O magari sono io che ne sono ossessionata.

Com'è bella la mia città, me ne ero dimenticata ancora.
Ogni volta mi sorprende con scorci che non ricordavo, che non immaginavo.
Venirci di sera è diverso, non vuol dire viverla. Vedere i colori, ascoltare i rumori, la gente che corre e quella che si gode con aria serena e svagata le vacanze.
Fa venire voglia di non rientrare in ufficio, di sedersi su una panchina dei Giardini Carducci, togliersi le scarpe e stare lì a rimirare il paesaggio finché il sole non viene giù ed inizia a fare freddo.

Ma il dovere chiama...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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