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15 aprile 2007 7 15 /04 /aprile /2007 16:01
Ieri doveva essere un giorno felice in casa mia.
La mia cagnolina, una specie di simil-Jack Russell senza pedigree ma con due grandi occhini nocciola che valgono molto di più, finiva il tempo di gestazione ed avrebbe messo al mondo il suo primo cucciolo.
Ecografie e patimenti, nonché le ultime quattro notti passate insonni da tutta la famiglia, ci avevano convinti che il momento era giunto. Quattro notti insonni perché la piccola Rudy era vittima dell’ansia da parto e noi, i suoi amorevoli padroni, ce la dovevamo spupazzare a turno.
I miei amici erano tutti in trepidante attesa, tutti pronti al festeggiamento. Cominciavano già ad arrivare i primi regalini.
L’ansia generale era così alta che anche il fidanzatino della mia cagnolina, un bastardino nero molto simile nel fisico ad una salsiccia, ma dal temperamento focoso e maschio, aveva iniziato a gravitare intorno al mio giardino in fremente attesa.
I maschi, forse, non sono tutti uguali.
Ma, nervosismo a parte, le contrazioni tardavano ad arrivare.

Poi, all’improvviso, la natura ha fatto il suo corso.
In fretta.
Io e mia sorella ci siamo trovare improvvisate ostetriche, certe che ciò che accade da millenni, il meraviglioso mistero della vita, fosse una felice passeggiata in un campo di fiori senza ortiche.
Ci siamo rese conto subito che c’era qualcosa che non andava.
Rudy non aveva dolori forti, quelli caratteristici del parto, e mi guardava con i suoi grandi occhini dolci interrogativi.
Poi, dal nulla, una testolina.
Piccola, nera, inerme.
E morta.
Immobile, con la lingua di fuori.
Piccolo fagottino nero.
Non potrò mai scordarlo.
E’ venuta al mondo così, la cucciola.
Morta.
Tra le lacrime mie e di mia sorella, con lo stupore della madre che non capiva.
Tutta nera, con un ciuffetto di peli bianchi in testa e sul petto. Ed i calzini.
E’ così strano sentirsi triste per la morte di un piccolo cucciolo di cane in un mondo in cui bambini appena nati vengono soffocati e buttati nella spazzatura. In un mondo che non ha rispetto per nulla, in cui la gente muore nell’indifferenza.
Eppure è così.
Abbiamo fatto tutto il possibile, ma non è bastato.

Ora la mia cagnolina, che per fortuna sta bene, è di là intenta a ciucciare un cucciolo di Labrador di peluche vinto tanti anni fa coi punti della Scottex. Non mangia, non dorme.
Se ne sta lì, a leccare un pupazzo con gli occhi tristi, mentre la gatta la guarda stizzosa ed il suo fidanzatino uggiola sotto la mia finestra disperato.
Chi dice che gli animali non hanno sentimenti?
Siete così convinti che non abbiano un’anima, un cuore che si spezza, un sentire come il nostro?
Se ne siete convinti, venite a spiegarlo per favore alla creatura che abbaia  piange sotto la mia finestra. Magari se ne torna ad inseguire lucertole e la pianta di lamentarsi.
Magari.

Sono piccole tragedie, piccoli dolori che non possono essere capiti da tutti.
E non c’entra la bontà e la sensibilità, né l’amore per gli animali.
Una piccola vita non ce l’ha fatta ad aprire i suoi occhioni scuri al mondo, un momento felice è diventato un ricordo orribile.
Una specie di monito, come a ricordarci che non siamo immortali, non siamo eterni.
Su questa terra ci è concesso solo un certo numero di anni, mesi, settimane, giorni, ore, secondi. Sta poi a noi decidere come e se vivere. vivere davvero, inseguendo sogni e amore. O rintanarsi nel tran tran, svegliandosi cinquantenni col terrore negli occhi.

Ed allora? Allora mi piace pensare che abbia ragione Claudia, che la cucciola sia salita in cielo per far compagnia  alla mia nonnina, che tanto voleva bene alla piccola Rudy, ed a tutti i nostri cari che non ci sono più.
E che da lì buttino un occhio su questo pazzo mondo, sulla mia famiglia, su di me e su tutti i miei innumerevoli casini senza soluzione apparente. Sulla mia vita frenetica, sulla disperazione e sulla gioia. Che da lassù, tutti insieme, magari mangiando popcorn come davanti alla tv commentino le nostre disavventure e provino a darci una mano.

Proteggendoci…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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