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16 giugno 2006 5 16 /06 /giugno /2006 17:54

Ieri ero a pranzo con lei, come accade con una certa regolarità Difficile vedersi, vite diventate diverse, necessità ed obblighi mutati, tempistiche che possono essere conciliate solo con complicati calcoli trigonometrici. Ma affetto immutato. Quello verso una sorella.

E se una sorella aspetta un bambino, voi lo capirete, è un delirio di emozioni.

Anzi, una bambina.

E mentre lei mi parlava davanti alla parmigiana di melanzane della tutina a fiori rosa e del paio di body che aveva acquistato per la nascitura.
E parlava, parlava, parlava.
Ma mi sono scoperta a non ascoltarla.
Le guardavo solo la bocca. La guardavo muoversi e mi veniva da ridere. Con quella stessa bocca avevo discusso con lei di scarpe, ragazzi, esami, problemi post adolescenziali, sesso e chissà cos’altro.

E ora di tutine.

Ma la cosa, invece che farmi sentire triste, vecchia, sola ed abbandonata al mio destino di povera single senza speranza e via d’uscita alcuna, mi ha fatto ridere. Sorridere.

Il suo sguardo sereno sotto i capelli biondi e la pancia da neomamma mi ha fatto un regalo raro. Mi ha ricordato quant’è bella la vita.

E come si cambia.

Ci si trasforma.

Da bambine a ragazze. Da ragazze a giovani donne.

Non è una differenza sottile.

E anche la piccola Sara, che nascerà in un settembre assolato e incendiato di colori attraverserà la vita a piccoli passi, proprio come noi.

Con la curiosità ed i perché dei 5 anni.

Le paure degli 11 e le fobie delle scuole medie.

Le frustrazioni e l’inadeguatezza dei 15, bramati e temuti.

La sfrontatezza arguta ed onnipotente dei 20.

Crescerà felice e sua madre la proteggerà sempre, anche quando non sarà richiesto né indicato. Proprio come le nostre. Non cambia mai nulla.

Le leggerà le favole dei Fratelli Grimm, o magari le pagine dell’Odissea.
Le insegnerà a dire le preghiere nel letto, mentre il sonno appiccica gli occhi stanchi dal troppo gioco. Correrà dietro le lucciole e scoprirà con grosso rammarico guardandole dibattersi nel palmo della mano che non sono altro che piccoli insetti marroni e non fate.

Riderà.

Piangerà. E sua madre non potrà farci niente.

Vivrà la vita, farà le sue scelte.

Camminerà a testa alta nella vita ed attraverserà pericoli ed avversità.

 

La vita ed i suoi miracoli mi affascinano sempre. Mi affascinano ancora.

E la nascita è sempre un miracolo.

Una piccola esplosione nel mondo.

Non cambia niente, ma tutto è diverso.

 

Per sempre.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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