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22 luglio 2011 5 22 /07 /luglio /2011 07:23

Io, di una vacanza, avevo proprio disperato bisogno.

Poco conta che dopo 5 giorni esatti dal rientro io sia esattevolmente nella stessa disdicevole situazione mentale di prima di partire: posso sempre ricordare questa vacanza e progettarne (a lungo termine) una nuova.
Santorini è bellissima. 
Le ferie a luglio sono bellissime.
Poca gente.
Pochi italiani, soprattutto.

Potrei raccontarvi tante storie, ma sarebbe un po’ come quelli che impongono agli amici 120 minuti di filmino del viaggio di nozze, causando collassi e svenimenti tra i presenti.

Siccome vi amo (sapevatelo), pochi sparuti e impavidi come siete, mi limiterò a farvi venire la voglia di andare a Santorini con le vostre gambe. Più o meno, insomma.
Cosa resterà nella mia mente di questa vacanza?
Tante cose.

Il mare, prima di tutto, e la superficie lunare della battigia di Perivolos.
I ciottoli di Mesa Pigadia, su cui zompetta l’ottuagenario Labros, capofamiglia e cultore della buona tavola.
I gigli di mare.
I mulini a vento dismessi ed abbandonati.
Il vento.
Il tramonto ad Oia, anche se il Trasimeno non ha nulla da invidiare.
Kristo e il suo essere poliglotta per passione a ottant’anni, il suo amore per la cultura e per il passato che vive in noi.
La White Beach e lo scafista (terribile) che ci ha portato.
L'insalata greca con le foglie di cappero dentro.
Il Gordon Space.
La piccola Anouk e gli occhi di suo padre.
Akrotiri ed i suoi siti archeologici che non abbiamo potuto vedere, perché chiusi da troppo tempo.
I somarelli.
Italiani e greci, una faccia una razza.
La caldera e lo stupore che genera.
Il sorriso e la saggezza di Mihalis della taverna Santorini Mou. E anche il suo moussaka.
I ragazzi del b&b dove alloggiavamo, così carini da farmi dimenticare quanto possano esser stronzi gli esseri umani.
I cani di Perissa.
Le sere passate in taverna a gestire conversazioni che si dipanano in almeno tre lingue.
Il wi-fi anche in capo al mondo.
Gli sterminati campi di vite.
Le piante di cappero che si arrampicano ovunque.
Il basilico.
Fare la doccia insieme, in due, e togliersi il sale accumulato dalla pelle, liberando l’abbronzatura.
 
Se volete consigli, scrivetemi.
Magari organizziamo e vi faccio da guida.
Tanto per dire che, potendo, ripartirei ora.
 
Ma proprio ora, eh…

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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