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18 luglio 2005 1 18 /07 /luglio /2005 16:25
E' inutile negarlo, è atavico.
Stampato a fuoco nel DNA da secoli di chiacchiere e cuscini all'uncinetto lavorati davanti al camino.

Anche la donna più donne più dure, quelle più in carriera, più stroze all'apparenza sogna nel profondo della sua anima solo una cosa: IL PRINCIPE AZZURRO.

Non sto parlando certo di una efebica checca isterica impazzita vestita in calzamaglia celeste e col pennacchio in testa che venga a salvarci in groppa ad un ronzino con la gobba nel momento del bisogno.

Questa è iconografia da quattro soldi che pure la Disney ha finalmente disconosciuto apertamente grazie all'intelligente ironia dell'orco Shrek.

E non si tratta nemmeno di desiderio di un uomo perfetto: bello, dolce, ricco, intelligente, sensibile e bomba del sesso. Non necessariamente in quest'ordine d'importanza.

Tuttavia è innegabile che noi donne viviamo nella inconsapevole attesa di un uomo che possa farci sentire vive, capirci, farci volare ad un metro da terra.
Farci sentire speciali, insomma. Qualcuno per cui il nostro cuore raddoppia freneticamente il battito. e che, ovviamente, ci renderà felici per tutta la vita e non ci farà mai precipitare nel baratro sconsolato e sconsolante dell'abbandono e della solitudine.

Dall'invenzione del romanzo d'appendice in quà (ma anche gli antichi andavano forte), noi donne siamo state vittima di un lavaggio del cervello senza precedenti, causato da un romanticismo paranoide che tutt'ora genera mostri quali "Elisa di Rivombrosa" e tutti i suoi fratelli.
E stiamo qui, ad attendere l'amore VERO.
Oddio, detto così sembra passivo, ma non lo è.
Anzi, è una guerra.
 
Poi accade.
Incontri una persona che spezza il tuo tran tran di donna emancipata del 2005.
Il cuore che batte in gola, le gambe che tremano, il sole che brilla incielo solo quando c'è lui. Ed il cielo è più blu, gli uccellini sono più intonati ed andare al lavoro di lunedì non sembra così male.
Cambia la tua vita, ti stordisce.
Giri con il sorriso più ebete dell'universo stampato in faccia.
Un tornado che in confronto il Nino era una pioggerella primaverile.
Bello. Bellissimo.
Poi però finisce.
Ecco, questo in genere alle eroine delle favole e dei romanzi d'appendice non succede.
O magari succede, ma nel frattempo è finito il libro e tu non lo saprai mai come ha fatto Biancaneve a superare lo shock del suo Principe a letto con la matrigna.
Ed ora??
La favola è finita, il cantastorie ha riposto la sua arpa e tu, ex donna emancipata del 2005 sei rimasta sola.
All'inizio c'è da gestire l'abbandono. Lacrime di dolore, orgoglio, rabbia, frustrazione. Tutti sentimenti molto poco edificanti e adatti solo ad anelare invano il ritorno di Heatcliff rotolando giù dalla brughiera inglese.
Ma poi passa.
Passa la varicella, passerà anche questo
E infatti passa.
 
Il dramma è quello che resta.
Non tutte le donne, ma certamente quelle più intelligenti o malate di mente come dir si voglia, rischiano di sveglairsi una bella mattina con la lucida consapevolezza che la vita non è come ce la dipingono i libri, le favole della nonna o "Settimo cielo".
La vita, in realtà, fa schifo.
E c'è un sacco di gente in giro che è pronta apposta per mettertela in quel posto se non si è pronti a mordere per primi.
Acida.
Non zitella acida, solo acida.
Convinta che non esistano i sentimenti, o meglio che l'amore, questo folle sentimento, non esista ma sia solo un terribile desiderio di affiliazione e affettività che l'uomo si porta dietro dai tempi delle caverne, quando sopravvivere con la cooperazione era di sicuro più facile e competitivo a livello evolutivo.
Insomma, "Wilma, dammi la clava!"
Ed ora che triceratopi e tirannosauri sono spariti dal pianeta terra e che sono stati inventati i surgelati monoporzione per single, ha ancora senso?
Ecco la domanda.
 
Cinica, disincantata, ironica.
Il mondo, così, non può toccarti ed è vietato rimettersi in gioco. Per che cosa soffrire?
La vita scorre. Allegra, almeno in apparenza.
Feste, amici, giochi, frequentanti, nottate.
Tutto pur di essere impegnatissime.
E siccome il mondo fa schifo e tutte le persone vogliono solo fregarti, meglio indossare una bella armatura alta almeno 8 cm, che almeno anche i cazzotti arrivano attutiti.
Continuare ad avere dei valori.
L'amicizia, che se non ci fossero gli amici quando sei stata lasciata all'improvviso non ti saresti più rialzata.
La famiglia, che pure se rompiballe è sempre una spalla, anche se i tuoi sono ancora convinti che in vacanza quell'anno ci sei andata con una tua amica e che il rullino delle foto s'è sovraesposto e che peccato non ho foto di Malta.
Ma non aspettarsi più niente.
Non aspettarsi più il bello.
L'amore.
Che non esiste.
E odiare i piccioncini troppo zuccherosi che in mezzo alla comitiva tubano troppo e si chiamano coi nomignoli -ucci -ucci, che tanto come minimo uno dei due c'ha le corna. E se non ce l'ha, ce l'avrà presto.
 
Quanto si può vivere così?
Si può vivere tutta la vita forse, trasformandosi lentamente ma implacabilmente da Carrie a Samantha, buttandosi in storie e frequentazioni inutili, ridendo e scherzando.
Ma siccome alla fine pure Samantha si rincoglionisce, mi tocca ammettere che si può vivere così finchè un'altro principe azzurro (o perlomeno celestino chiaro) arriva a cavallo del suo ronzino sguainando la spada (niente doppi sensi, porci!) e ci fa uscire di nuovo il cuore dal petto e volare con la faccia da idiota a 30 cm da terra.
Perchè la vita è ciclica.
Perchè deve succedere, la nostra società ce lo impone.
E poi non si può vivere sempre con il freno a mano tirato, ogni tanto te lo devi per forza dimenticare abbassato per la legge dei grandi numeri e proprio allora.. ZAC!
E se non accade?
 
Se non accade, pazienza...
 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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