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8 marzo 2006 3 08 /03 /marzo /2006 13:09

Oggi è la Festa della Donna.
A parte la stupidità della festa, il suo evidente intento discriminatorio nei confronti del gentil sesso e l’inutilità dei maschi che ti fanno gli auguri ma poi si dimenticano il tuo compleanno, credo comunque di meritare un regalo.


No, niente mimosa, please, che io con le piante non ci so fare. Prova vivente ne è il mio povero bonsai, che sta crescendo mango camera mia fosse “La piccola bottega degli orrori” e mi strangolerà nel sonno una notte di queste.

Nemmeno balocchi o merletti, nossignore.
Io voglio un libro.
Ma non un libro facile, un bestseller.
Niente Dan Brown o Alessandro Baricco.

Voglio un libro che mi faccia capire i maschi.
Già.

Poco, eh?

Preso per assunto che non è vero né questo, né tanto meno questo (e io ne sono una prova vivente, mania per le scarpe a parte), io non sono più in grado di comprendere nessuno. Non so più che pesci prendere.

Non riesco più a gestirli, io, i rapporti con l’altro sesso diversi dall’amicizia.
Forse la gente che c’ho intorno mi spiazza, mi confonde e mi porta al surriscaldamento del mio mononeurone. Se poi mi esplode in mille pezzettini, sono affari vostri.

Il passato che ritorna, anche se nessuno glielo ha chiesto né apertamente né in segreto, e da uomo insensibile e, diciamolo, stronzo, si professa pentito ed accessoriato di capo cosparso di cenere, desideroso di coccolarmi e trattarmi come la principessa sul pisello,  perché io valgo.
Pronto addirittura a ricordarsi non solo del mio compleanno (della cui data era ignaro durante la nostra relazione, nonostante segnali velati e missili terra/aria lanciati dalla sottoscritta) ma anche tutte le festività del calendario, compreso onomastico di cui io stessa ignoravo l’esistenza e la vetusta data dell’otto marzo. Sono basita.
Avrà battuto la testa?
O forse sarà lo shock causato dal mio rifiuto di dargliela?
Non lo saprò mai.
E tanto non gliela do. 
Ma questo non si arrende.

Il mio Mr. Big, sgamato allegramente dalla fidanzatina, è tornato nei ranghi di bravo ed ubbidiente bambino, dimentico del nostro strano rapporto. O, forse, ancora più divertito dalla pericolosità che qualche innocente sms ha raggiunto nella sua vita.
C’è chi si droga, dico io, forse dovrebbe cominciare anche lui.
Il nostro strano rapporto, già. Strano, ahimè, quanto inutile. Ed anche se saremo sempre legati per una ragione difficile da identificare… bèh, non lo so. Non ci voglio nemmeno pensare.
Ma la vita va avanti.

La persona che invece veramente vorrei, mi fa dannare l’anima.
Pare non ci siano altre, non sia gay, non nutra manie da serial killer e non dorma con una accetta sotto il letto (ah, no… quella sono io…), che mi voglia bene. Ma il soggetto in questione, appunto, non vuole rotture, non vuole me, va a letto alle nove e saluti al secchio.
Stressato dal lavoro, dice.
Non vorrei mai che fossi io a stressarlo, ed allora baci e abbracci.

Ora, io questa cosa non la so gestire, ché sono abituata a sceneggiate, tradimenti, rotture, pianti, cocci rotti, righe sulle macchine e apoteosi degne di romanzi dell’ottocento.
Ma alla depressione dell’uomo del 2006, francamente no.
Come la gestisco? Io, schiava dell'assioma "mi lasci ergo c'hai un'altra", preferivo avere una concorrente racchia da stendere con la Pegeout 206 grigio Islanda e da lasciare sanguinolenta a terra.
Prima di ripassarla in retromarcia, ovvio.

Ma allora... Ho sempre ragionato troppo per luoghi comuni?
Sono diventata troppo “uomo”, magari anche non volendolo?
Non sono più in grado di cogliere le sfumature di una persona?
Sono diventata così diretta da ammettere solo il mi vuoi/non mi vuoi e se non mi vuoi pazienza?
Se è vero che gli uomini hanno un numero infinitamente più basso di sinapsi rispetto alle donne, come si spiega tutto sto casino?
Non dovrebbero essere le donne afflitte da problematiche sentimentali e pippe mentali assortite mentre gli uomini restano schiavi del vizioso circolo cibo-calcio-pisello?

Non sarà mica che gli uomini hanno lo stesso numero di neuroni, ma si rifiutano di usarne più di un tot per ragioni culturali, politiche, sociologiche?
Certo, sarebbe una grande scoperta.
Da Nobel.

Stai a vedere che divento famosa...

Ah, dimenticavo.
Auguri, donne.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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