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4 ottobre 2006 3 04 /10 /ottobre /2006 18:15

Era parecchio che non bazzicavo il centro commerciale di sabato.

Non per eccesso spocchia o per una improvvisa redenzione pseudo-anticonsumistica, ma perché l’ho vicinissimo al lavoro, così approfitto della pausa pranzo di un ora per sessioni rapide di shopping compulsivo.

E poi perché il sabato e la domenica sto scoprendo la bellezza di restare ancora all’aria aperta, anche se non è più estate. Porto a spasso la mia bestia feroce e scatto foto, colpita e folgorata dalla Flickrmania compulsiva.

Logico, quindi, che, nel momento stesso in cui sono stata tragicamente abbandonata dalla nuova digitale di mia sorella proprio di sabato, dopo aver scattato bellissime foto (che nessuno mai vedrà, sono andate tragicamente perdute nell’estremo tentativo di risanare la macchinetta. Fallito. Miseramente…), io mi sia fiondata arrabbiata come una pantera a cui hanno strappato i cuccioli contro il negozio reo di avermi venduto una macchinetta difettosa.

Dopo aver sfogato la mia rabbia da artista incompresa, repressa ed ostacolata nell’espressione della sua arte perfetta sull’ignaro commesso ed esser stata blandita da lui medesimo con la promessa di una pronta e rapida guarigione dell’essenza della mia ossessione senza spesa alcuna, mi sono avventurata ancora molto scossa dalla perdita per i meandri del centro commerciale.

Guardando ciò a cui prima non avevo fatto caso.

Non so come, a dire il vero.

Come ho potuto?


Orde esagitate e ormonalmente distrutte di under 16 si aggiravano con fare altero e scoglionato, invadendo ogni residuo di spazio calpestabile lasciato libero tra le panchine ed i negozi.

Frotte di ragazzine in minigonna e troppo ombretto, figlie deviate de “Il tempo delle mele” intente in chiacchiericci cacofonici al limite massimo di decibel consentitto prima della perdita dell’udito umano.

Battaglioni di Britney Spears obese e unte, con piercing all’ombelico come boa di salvataggio, intente nel corteggiamento di piccoli teppisti hip hop vestiti come se fosse residenti a Brooklyn e non nella piccola e piccolo borghese provincia umbra. Avversari di emuli mancati di 50 Cent, ragazzini vestiti griffati Baci&Abbracci e la sicumera di un cretino di 35 anni.

Lotta aperta tra cafoni.



Ora, io alla loro età non andavo certo al centro commerciale.

Andavo in paese, al massimo. Ma poco, chè i miei non mi facevano uscire.

Un annetto dopo, magari, la mia emancipazione mi può aver portato a vascheggiare allegramente esibendo il nuovo rossetto perlato dalla Fontana Maggiore a Piazza Italia e ritorno. Avanti e indietro. Su e giù. 

Non certo in un centro commerciale.

Ci mancherebbe. Che tempi, signora mia!!!

Un momento.

Fermi tutti.

Non esistevano i centri commerciali, quando avevo 14 anni io.

Ahm…

Già…

Ehm, dicevamo???

Un paio di ragazzini, fiutando l’odore della donna matura partono all’arrembaggio con frasi di sicuro effetto, se lanciate ad una quattordicenne. No, tesorino, non sarò la tua nave scuola. Dimenticatelo. Proprio. E se non te ne vai aiuterò la tua virilità nascente a sterzare bruscamente verso l’altra sponda.

Parecchio bruscamente.

Fidati.

 

In mezzo a cotanto orrore, ho cercato di scappare via rifugiandomi in un luogo temuto dal teenager medio: la libreria. Ah! Quale rifugio più accogliente e sicuro? Come poter chiedere di meglio? Respirare a pieni polmoni l’aria dei libri nuovi, girare tra vecchie edizioni e pubblicazioni fresche di stampa, saltellare da un banco all’altro in cerc… Ahhhh! Eccola… la bacheca del Codice Da Vinci… oltre al mostro a più teste creato da dan Brown, l’efferata creatura ha procreato mille figli. Dalla guida al codice, al Codice stesso scritto in caratteri maxi (ma perché??), passando per spiegazioni varie, analisi delle metafore, la vita al tempo di Da Vinci, nonché la cucina. AH!

Scappo atterrita.

Me ne torno a casa mia, e dal libro che sto leggendo.

Sul dondolo del terrazzo.

Con la mia gatta.

Come sono anziana...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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