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4 giugno 2010 5 04 /06 /giugno /2010 15:35

Quando ero piccola e stavo male, mia nonna aveva una riposta che era la panacea di tutti i mali. Macché pillole, ma quale brodino di pollo! Ma quali suffumigi, passati di verdura o chissà che altro! Ma che ne sanno i dottori? Per rimettere in forza la nipotina non c’è che un metodo.

Stai male? Hai l’influenza? Dà retta alla nonna, che ne ha viste tante, cocchina mia!!!  Prendi Be-Total!”

Oddio, nella sua cadenza umbra completamente priva delle minime basi della lingua inglese (e in cui Ridge di “Beautiful” diventava in un attimo Frigg ed i wafer alla vaniglia i fru fru) la zuccherosa medicina assumeva più il nome di Bettotallet, ma capivo subito cosa intendeva.
E scappavo.

Perché io le cose dolci le ho sempre odiate, si da piccola.

E non c’è nulla al mondo che sia più dolce del Be-Total. Credo che sia fatto anche apposta così, in fondo a tutti i bambini piace il dolce, no? NO! A me no e mi nascondevo appena mia nonna guardava l’orologio appeso in cucina e sentenziava fosse arrivato il momento giusto per farmi trangugiare la mia dose quotidiana di vitamine B, indispensabile a farmi tornare a scuola in perfetta forma e con tutti i neuroni al posto giusto.

Sotto il letto, nell’armadio, dietro le tende. Ma lei mi trovava sempre e mi metteva sotto il naso il cucchiaio ricolmo che sapeva già di zucchero. Me lo lasciava lì davanti, a penzolare a mezza faccia, ancorando l’altro braccio al fianco enorme a mo’ di teiera ed in faccia la sua espressione tenace.
Non scappi mica, sembrava dirmi muta.
E mi rigirava la bottiglia sotto il naso.

E aspettava, finché non prendevo coraggio e lo ingoiavo tutto di un fiato, producendomi poi in smorfie degne di Jim Carrey.
Mi sembra ancora di sentirlo, quel sapore.
Così dolce da essere nauseabondo.
Appiccicoso.

Fosse oggi, magari mi avrebbe rifilato una pillola, visto che son passati trent’anni quasi, ma Be-Total esiste ancora e non è nemmeno più solo terreno da scuole elementari.

Anzi. Sì è estesa agli adulti, ma grazie a Dio con simpatiche e insapori pilloline.

O forse no, perché sarebbe rimasta comunque della convinzione che così è meglio.

Naturalmente guarivo, anche grazie alla vitamina B, e lei mi passava una mano nei capelli tutta orgogliosa della sua nipotina.
Ecco, ci son giornate come oggi in cui avrei bisogno di essere inseguita per casa, obbligata a seguire il mio bene.
Coccolata.

E invece mi giro e non è così.
Mia nonna non c’è più.
E quell’odore così dolce e speziato che mi dava la nausea, ora mi regala solo nostalgia.
Sono grande, adulta, con le mie responsabilità.
Una strada che, dritta o storta, mi son scelta da me. 

Ed ora devo percorrerla…

 


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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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