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18 maggio 2005 3 18 /05 /maggio /2005 13:06

Quando pensavo di aver capito la psicologia maschile, quando mi sentivo certa di avere un quadro clinico sufficientemente chiaro, proprio quando ero convinta di aver incasellato tutti i più piccoli dettagli così come del fatto che la radice quadrata di 144 è 12, ALLORA e solo ALLORA tutte le mie convinzioni sono andate in piccoli pezzi.
Per cercare di ricomporre questo puzzle più complicato di un tramonto ad Hong Kong, sono obbligata a fare un passo indietro.

Noi donne siamo fondamentalmente e mortalmente delle insicure.
E non è retorica facile, e nemmeno l’allucinante scoperta dell’acqua calda.
Siamo così insicure da pensare che, a rigor di logica, chi ci lascia lo faccia per una oggettivamente meglio di noi: più bella, più alta, con più seno, più intelligente.
Insomma, una strafiga con un QI da paura, emula della miglior Sharon Stone.
E questo perché, in fondo in fondo, non ci sentiamo mai abbastanza patinate, splendenti, stellari come il glamour ed i giornali vorrebbero.

E poi, diciamocelo in confidenza sottovoce: è molto più facile credere di venire abbandonate da un porco materialista che guarda solo le tette e che s’è fatto abbindolare come un deficiente, piuttosto che ammettere la realtà e che cioè c’erano dei problemi, il nostro cervellino faceva cilecca o, più ovviamente, non andava.
Da questo circolo mentale vizioso, nasce il mito dell’ex e il conflitto con le nuove fiamme che poca colpa hanno dei dolori delle abbandonate, ma che è fin troppo facile inquadrare come puttane.
All’onor del vero, poi, come dice mia nonna, spesso a pensar male non si fa peccato.

Ma le nuove esistono, mica si può negarlo. Che poi, il luogo comune "La donna lascia perché non ama più, l’uomo perché c’ha un’altra" non è un modo di dire, è verità sacrosanta.
Che, Dio non voglia, magari frequentano la nostra stessa palestra e ci danno modo di ammirare la loro ridondante ed aberrante cellulite sotto la doccia.
Già, perché può avvenire l’imprevisto: la nuova, tanto stigmatizzata, immaginata, sognata, odiata, alla quale magari si son fatti anche un paio di riti voodoo per farle venire l’acne più aggressiva che la post-adolescenza ricordi, ragazza del vostro compianto ex amore è un catafalco.

Brutta.
Sciatta.
Senza verve, senza carattere.
Non bruttina, ma interessante.
E’ proprio un cesso.
E pure con l’aria da matta, per non dire da stronza.

Così, mentre sulla fit-ball faccio gli addominali pensando che, in fondo, potevo pure restare a casa a guardare "Chi vuol essere milionario" e rispondere alla domanda "Perché il punto interrogativo ha questa forma?" mangiando patatine invece di sbattermi in equilibrio su una palla, mi sento io stessa un punto interrogativo.

Ma alla fine, durante lo streching isometrico una lampadina mi si è accesa nella testolina vuota: ognuno, nella vita, fa quel che vuole e, prima o poi, ottiene quel che merita.
Ecco, si vede che lui non mi meritava.
Magra consolazione?
Sì, può darsi.

 

Oppure no.

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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