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3 febbraio 2009 2 03 /02 /febbraio /2009 23:32
Mi alzo la mattina e mi guardo allo specchio.
Acciaccata dal sonno, vengo brutalmente riportata dalla realtà dal problema re di tutti i problemi: “Che diavolo mi metto??
Detto così sembra un problema irrilevante, assolutamente non paragonabile ai grandi temi del TG.
E a volte lo è.
Ma ci sono quei giorni là, diciamo 1 su 2, in cui nulla ti sta bene, niente ti piace addosso anche se hai un armadio pieno di cose. Perché quello mi ingrassa, questo qui mi mostra la pancia e quest'altro ancora mi fa sembrare una balena incinta.

Perché?
Perché?
In fondo porto la 42, non peso quanto il mio armadio, mi dovrei trovare abbastanza accettabile.
Io non sono grassa, e la parte razionale del mio cervello lo sa.
E' quella irrazionale che non ne è stata adeguatamente informata e siccome è lei che comanda il mio cervello, poco vale che la realtà oggettiva sia diversa.
Mi guardo allo specchio e mi vedo grassa.
Parecchio.
Rotonda.
Che poi lo so che è una mia fissa, la trasposizione delle mie paranoie.
Guardarmi allo specchio e vedermi cicciona, truccarmi in palestra accanto ad una secca naturale e desiderarne la morte immediata per soffocamento. Desiderare quel bacino stretto stretto che manco con l'ausilio della sega elettrica mi verrebbe.

La verità è che noi donne siamo bombardate di stereotipi.
In tv, sui giornali, nella vita di tutti i giorni.
A parte le televisione che propone l'immagine della secca con le tette impossibile da realizzare per motivi di baricentro, basta pensare alle taglie dei vestiti.
Certe marche si abbigliamento fanno i vestiti così piccini che io, che di busto e braccia sono imponente come un bambino eritreo, porto la M. Lasciamo stare poi i pantaloni, li provi ed è un lampo arrivare a portare la 46 anche se tutto ti sembrava meno di esserti ingrassata così.
E giù paranoie, snack dietetici, plicometrie e chilometri di corsa, senza considerare i personal-trainer nazisti.

Tutti remano contro noi donne.
Giocano con le insicurezze, le paure e coi nostri centimetri di troppo. Ma saranno poi davvero di troppo?
Intanto loro ce lo vogliono far credere?
Perché?
Perché? A chi abbiamo pestato i piedi? A chi facciamo male?

La risposta è semplice.
La dieta è il più potente mezzo di controllo sulle donne.
Migliaia, milioni di donne impegnate a stare a dieta sottraggono importanti energie alla loro giornata, alle loro capacità, al loro intelletto e alla loro voglia di vivere.
Avete mai ragionato in assenza di zuccheri? Impossibile, non ci si riesce: guardate la Carfagna come s'è ridotta.
Tutta questa storia dell'essere secche, perfette, lisce come zucchine è tutta un'invenzione dei maschi per tenere sotto controllo il cervello superiore delle donne.
Un cervello che ha un solo punto debole, dovuto ad anni di messa in ombra del sesso femminile: l'autostima.
E qui che va a battere l'essere a dieta, nel desiderio di essere cosa non siamo.

Quindi donne ribellatevi!
Basta inseguire l'idea di un bacino grande come quello di una bambina di 5 anni: se non ci siete nate (come me) non lo avrete mai!
Basta pensare che non avete addominali scolpiti: se gli uomini sono attraenti con un po' di pancetta, perchè questo non dovrebbe valere anche per le donne?
Ma siamo proprio sicure che agli uomini piacciano i manici di scopa piallati?

Ribellatevi agli stereotipi, accettatevi e vivete felici liberi dagli Special K e dalle gallette allegre come un clistere!
Vivete la vita, lottate, combattete e fregatevene!

Io ho deciso di provarci, se ci riesco...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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