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23 febbraio 2005 3 23 /02 /febbraio /2005 16:26

Di malattie mentali assortite ne ho diverse, io.
Non mi faccio mancare niente nemmeno a volerlo, mica sto a pettinare le bambole.
Non solo sono feticista del libro fino a rasentare la follia pura e la monomaniacalità. Io sono proprio innamorata della parola scritta.

Lettere, bigliettini, e-mail. Io non butto via nulla.
E siccome ne ricevo tanti, riordinare diventa un lavoro impegnativo...

E quale serata migliore di ieri sera in cui un vento freddo e un clima complice di tentata nevicata per scaricare su Outlook e riordinare le 628 e-mail che abitavano nella mia casella di Libero?
Tre mesi della mia vita.
Eh sì, lo ammetto.
Sono pigra come poche donne al mondo.

Ma ieri sera mi sono armata, complice l'indicatore della posta che urlava 87% e che mi minacciava di autodistruggere tutto per protesta.
Maledetto...

Posta del mio gruppo di auto-aiuto, certamente. Una media impressionante di 12 e-mail al giorno, anche solo per dirsi quattro cazzate o organizzare la serata.
Poi gli amici lontani, quelli che non si vedono da un po'.
Gli amici di sempre che mandano Tantra indiani.
Un paio di lavate di capo della mia Guru, che tanto me le merito sempre.

E poi e-mail che non dovrei aver conservato.
E invece stanno lì.
Mi guardano interessate. "Che fai, non mi leggi?" sembrano dirmi.
E mi sono messa lì a dare un'occhiata, tanto per trovare qualche indizio che mi faccia sentire meno stupida e/o meno presa per il culo. Ops, scusate, volevo dire per i fondelli. In fondo sono pure sempre una lady dentro.
Il risultato è stato incerto, la sensazione di sbattimento.

Stamattina la neve ha provato ad inchiodarmi a casa, ma invano. A cavallo della mia Polo nera, mi sono avventurata per la campagna innevata alla folle velocità di 30 km/h.
La pioggia stava già uccidendo il bianco della neve, creando una poltiglia orribile e grigiastra.

E così mi è venuto pensato che la neve è un po' una metafora dell'amore.
Sì, certo.
Si posa piano sulle cose che vedi tutti i giorni, cambiandone l'aspetto e la forma. E ti sembrano più belle, diverse, uniche. Ed il cuore è leggero come quello di un bambino.
Felice per nulla, vorresti solo correre tra i fiocchi.
Poi sale la temperatura, inizia a piovere e non solo le cose intorno a te tornano a mostrare il loro vero volto, ma tutto è ricoperto da una fanghiglia grigia e gelata che ti si attacca al risvolto dei pantaloni e facendo fare sciack sciack ai tuoi passi sull'asfalto.
Era tutto bellissimo e nuovo solo mezz'ora prima ed ora è tutto grigio e triste.

Ed è tutto finito...


PS. Se siete lettori di primo pelo di questo blog e non vi è bastato questo post di pippe mentali, gli altri due capitoli li trovate qui e qui (NB. Maneggiare con cautela se non abituati e soprattutto tenersi lontani da oggetti contundenti. Meglio se vicini a boccette di medicinali antidepressivi).

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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