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11 gennaio 2005 2 11 /01 /gennaio /2005 11:13
Se una cosa ho imparato in ventinove anni di vita, è che le favole non esistono.
Non solo, ma i rapporti umani che la letteratura e la fantasia vorrebbero idilliaci e che la religione declama come santi e retti, in realtà si vanno incasinando sempre di più.
Cento, cinquanta, ma anche solo trenta anni fa le dinamiche erano molto più semplici, lineari.
Che abbia incasinato tutto il femminismo?

Mio nonno e mia nonna si videro per la prima volta in chiesa. Lei aveva quattordici anni e in testa il foulard nuovo, dono di compleanno. Si guardarono da lontano e all’uscita sul sagrato, un conoscente comune presentò i loro genitori. Non loro, badate. Ma i genitori.
Dopo tre giorni, alla porta di casa dei miei bisnonni si presentò, bello come il sole, mio nonno per fare “veglia”. Chiacchiere in presenza dei genitori, seduti magari vicini, senza toccarsi.
E così vissero felici e contenti.

Mio padre e mia madre si sono conosciuti quando lei aveva sedici anni. Lui passava sotto la sua terrazza per andare al lavoro e lei, guarda il caso, sbatteva sempre i tappeti occhieggiando al suo passaggio. E così, sbatti oggi, sbatti domani, un giorno lui le fece un timido saluto. E dopo una settimana la invitò a prendere un gelato.
E così vissero felici e contenti.
Almeno spero.

La nostra epoca ha buttato all’aria le convenzioni sociali, gli schemi in cui i nostri avi erano imprigionati, i costrutti, le sovrastrutture lasciandoci liberi.
Libertà sessuale, libertà di costumi.
Solo che questa libertà fa paura.
Siamo così liberi di poterci esprimere, che abbiamo paura di farlo.Senza legacci, senza freni, senza catene… e ora?
E siamo davvero liberi come pensiamo di essere? Oppure la nostra è una libertà fatua, frutto di una illusione creata dalle pagine dei giornali patinati?

Oggi tutto è dannatamente complicato, specie se si passa una certa soglia di età.
Magari potesse essere come per mio nipote, per il quale "fidanzarsi" vuol dire semplicemente che quella bimba con le codine bionde ti permette di tenerle la mano a ricreazione.
E non voglio fare il solito discorso sessista sulla poca volontà e/o capacità dei maschi in una relazione specie se si è girata la boa dei trenta.
O meglio, non solo.
Perchè passati i trenta (o avvicinandocisi) tutto cambia dannatamente.

Uomini e donne, tutti siamo pieni di paure.
Cerchiamo la persona giusta, ma siamo annegati dalle fobie.
La persona giusta, poi, deve avere così tante caratteristiche che alla fine nemmeno Superman passa l'esame: bello, intelligente, colto, deve leggere ciò che ci piace e ragionare come noi. Oltre a 1258 altre qualità, chiaro.
Questo, ovvio, finchè non arriva come una porta in faccia l'innamoramento.
Se arriva.
Ed questa la più grande paura.
La paura di innamorarsi e di perdere il controllo.
Paura di perdere la libertà, l’indipendenza. Il nostro spazio.
Paura di fare la fine dei nostri genitori, a guardare Panariello il sabato sera sul divano, contandoci le rughe a vicenda.
Di buttarci, di esprimere i nostri sentimenti.
Paura di un rifiuto, che di certo farebbe poco figo.
Di farci conoscere, perché magari non ci sentiamo perfetti. E non lo siamo, Dio ce ne scampi e liberi.
Di mettere il nostro cuore nelle mani di un’altra persona.

Ci riempiamo la vita di mille interessi, novità, impegni per nasconderci meglio dietro una agenda fitta e spessa, magari infarcita di tanti bigliettini. Corso d'inglese, palestra, yoga, incontri letterari, latino americano. Impegni, impegni, impegni sempre di corsa, che fermarsi a pensare fa male.

Gli uomini non sanno fare più gli uomini.
Hanno paura a prendere l’iniziativa, devono essere rassicurati, stanno bene tra di loro. Niente complicazioni ed andiamo a giocare a calcetto.
Una trombata? Sì può fare, ma poi te ne torni a casa tua, "sì sì ti chiamo io".  
Incomunicabilità.
Vorrei, ma non voglio.
Boh.
Non so.
E' un momento difficile per me.

Mi ci metto anche io nel mare della paranoia, con il mio guardare continuamente Sex & The City (complici i dvd  che "regala" Tv Sorrisi e Canzoni) e sperare che un po' della sconsideratezza di Carrie mi entri nelle vene e che la sua sorte sia un po' la mia.
Ma sono matta già da sola, senza che la televisione ci metta il suo. Ho paura di modificare il mio stato di cose, ma ho anche paura che mi sveglierò una mattina alle soglie della menopausa con una gatta cicciona come compagnia.

Come era più facile il mondo quando bastava andare in chiesa!

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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