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10 ottobre 2007 3 10 /10 /ottobre /2007 20:44
Come recita Wikipedia, Perugia è una città di 162.565 abitanti (77.540 maschi e 85.025 femmine. Lo sapevo, troppe donne…), capoluogo dell'omonima provincia e della regione Umbria ed ha un a superficie di 449 kmq.
Piccola, inchiodata nella sonnolenta vita di provincia, bigotta quanto basta e noiosa come poche.
Eccola Perugia.
Tranquilla, direte voi.
Certamente.
O meglio, nella media: crimini e disastri avvengono anche qui.

Ma dovrebbe comunque risultare come una città vivibile, amata ed amabile.
Invece no.
Tutto cominciò con i lavori per il Minimetrò, nel lontano 2002 o giù di lì.
Questa grande innovazione, che avrebbe dovuto rivoluzionare il traffico perugino già nel 2006 e che invece vedrà la luce probabilmente quando strafighi alla Brad Pitt pioveranno dal cielo in smoking delicatamente accompagnati da un ombrello come in un quadro di Magritte, è stata l’inizio della fine.
Cantieri ovunque, orribili pilastri rossi che falciano in due il paesaggio prettamente medioevale della città, restringimenti di carreggiata, sensi unici improvvisati, delirio di massa di una popolazione completamente priva di adattabilità e flessibilità com’è quella perugina.

Come se non bastasse, dopo la moda della pashmina da uomo e subito prima di quella della zeppa da battona, a Perugia è esplosa la moda delle rotonde.
Rotonde ovunque, anche nelle stradine di campagna.
Grandi, piccole, ad una o due corsie, ce n’è per tutti i gusti.
A parte i disagi per la loro creazione, la cosa devastante che l’amministrazione comunale non ha ancora capito è che le centinaia di uomini col cappello che abitano in città non ne capiranno MAI il corretto utilizzo, generando code infinite, schiamazzi, crisi isteriche e strade inforcate contromano.
Senza considerare la creatività dei cosiddetti urbanisti, che impegna tutti i giorni centinaia di automobilisti stressati e frustrati in inutili giri a senso unico che fanno venire voglia di lasciare dietro di sé la scia di molliche di pane come Pollicino.
Così, per sicurezza.

Ciliegina sulla torta è stata l’introduzione del beneamato T-Red, ovvero del dispositivo che filma e registra gli avventati trasgressori che passano col rosso in determinati semafori della città.
Tali dispositivi hanno fin da subito reso chiara la propria funzione, che non è quella di rendere il traffico più sicuro, bensì di rimpolpare le casse del Comune, in cui da tempo l’eco la fa da padrone.
La loro introduzione ha fatto immediatamente venire alla luce polemiche a non finire, cause legali, tribunali intasati, telecamere divelte ed anche un discreto servizio de “Le iene” andato in onda il 4 ottobre scorso che porta allo scoperto quello che già tutti a Perugia sapevano e gridavano da mesi.

Insomma, in una città così piccola la viabilità è un disastro.
Capisco il traffico in città enormi e tentacolari, ma Perugia… siamo in cinque e ci troviamo a darci fastidio l’uno con l’altro, ingabbiati in scatolette di metallo di cui non possiamo fare a meno. Già, perché i trasporti pubblici a Perugia (e provincia, dove vivo felicemente) in pratica non esistono o sono così frammentari ed aleatori da rendere necessario l’uso dell’automobile.

Ah, ma non sarà così per sempre.
Perché prima o poi, tra dieci o magari quindici anni, dopo che si saranno due o tre problemini irrilevanti come l’inquinamento acustico e la stabilità delle rotaie, quando anche i più ottimisti avranno perso le speranze ed i denigratori già banchettavano, verrà inaugurato il nuovo Minimetrò!
E tutto saraà magnificamente e magicamente risolto.

Sì, vabbè...

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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