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6 giugno 2012 3 06 /06 /giugno /2012 18:17

 

Dormivo placida e coccolata, beata nel mondo dei sogni.

Dormivo bella tranquilla, senza nemmeno brutti incubi da ammaestrare o nani da giardino da evitare. Poi, all’improvviso, sento l’Amoremio che scatta sul letto, prende gli occhiali dal comodino e si tira su.

Bruscamente, molto bruscamente.

 

“Amore, ma che c'è?” ho chiesto col cervello ancora mezzo addormentato.

“Shh! Ho sentito un rumore... dalla cucina!”

“Ma dai… avrai sognato, vieni a letto! Non è scattato nemmeno l’allarme…”

“Shhhh! Ti dico che ho sentito un rumore.”

E si alza con la sicumera tipica del mio gatto quando esce e deve fare il giro del terrazzo tutto baldanzoso per controllare che qualche competitore gli abbia lasciato pisciatine nei dintorni.

E così l’Amoremio, prende, accende la luce e sale su in cucina, lasciandomi sola in camera, mezza addormentata e vulnerabile come la protagonista con le tette grosse dei film horror americani.

E anche con un leggero senso di panico, specie ricordando la visita ricevuta quando ancora vivevo con i miei genitori.

 

Mi rendo conto che Nevruz accanto a me ronfa alla grossa, ignaro e menefreghista come al solito, con la testa rovesciata e le zampe davanti agli occhi. Povero. . Ma i gatti non sentivano il pericolo prima?

Dopo cinque minuti d’orologio ecco ricomparire l’Amoremio, concitato e con in mano un Miracle Blade da trenta centimetri.  Sì, quello dello scarpone dello chef Tony.

“Tutto a posto?” chiedo.

“In realtà...”

“Cosa?”

“Ecco, ho trovato il gancio della finestra della cucina aperto. Noi non lo lasciamo mai aperto” mi guarda in cerca di rassicurazione.

“No, in effetti io non la apro mai quella finestra, è scomoda e...”

“Dici che dei ladri hanno cercato di entrare in casa nostra?”

“Eh. Mi sa.”

“Se non mi svegliavo…”

“Se non ti svegliavi suonava l’allarme.”

 

Abbiamo girato un po’ per casa, attoniti e strainiti. Abbiamo acceso le luci esterne, guardato fuori dalla vetrata del portone, rimirato per cinque minuti il lampeggio dell’allarme che indicava “tutto ok” e poi siamo tornati a letto.

Senza chiudere occhio.

In tutto ciò, il mio gatto è rimasto fermo lì, immobile e placido.

Beato.

 

Ecco, tutto ciò succedeva tre notti fa e da allora abbiamo dormito ben poco.

Magari non è nulla, magari quella finestra l’avevo sganciata io.

Ma magari anche no, e l’idea che sconosciuti non invitati entrino in casa mia per farsi una passeggiata (o peggio) non mi fa stare tranquilla. Certo, è logico, ma anche molto banale: quante ne succedono oggi? Ma ceppo di coltelli Miracle Blade a parte, mi sono sentita molto vulnerabile.

La casa dovrebeb essere un posto in cui sentirsi sicuri, ma oggi non è più così ed è la cronaca nera che ce lo insegna.

Ma è giusto? E' logico? E soprattutto... ci si convive?

 

Mi serve assolutamente un’arma da tenere in casa, magari comoda e maneggevole, con un funzionamento tale che non rischi di farmi male.

Ecco, ce l’ho!

Idea!

 

Dove si compra una mazza da baseball?

 

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Published by Phoebe - in vita vissuta
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Tutto quello che c'è nella mia testa...vita, amore, arte, libri, immaginazione, musica. Il tutto naturalmente immerso nella confusione più totale. Poco? Qualche volta, pure troppo!!!

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