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28 luglio 2008 1 28 /07 /luglio /2008 10:26

Giovedì al mio paese hanno tagliato gli alberi.
Non erano alberi qualunque, ma gli alberi della piazzetta, l’unica via centrale del paese da cui devi passare nolente o volente.

Li hanno tagliati, lasciando un piccolo moncherino a eterna memoria ed a piangerle due panchine nuovissime donate dal comune che ora piangono inconsolabile sotto il sole battente delle due.

Non so che piante fossero, forse faggi oppure platani.
Tigli no, l’avrei riconosciuti senza dubbio dall’odore.
E nemmeno pini o cipressi, questo è certo.
Querce nemmeno, riconosco le foglie.

Ad ogni modo, erano tre e se ne stavano lì placidi da quando ho memoria col loro carico di foglie ed uccellini a fare ombra agli anziani che si ritrovavano sotto la loro ombra a guardare d’estate i turisti in fila al semaforo. Scuotevano la testa e sbattevano il bastone se passava un crucco, si davano gomitate e ridevano sotto le rughe se passava una bella ragazza.
Niente, ora non si può più.
Lo schioppo di sole impietoso del mese di luglio li ha cacciati verso pascoli più ombrosi e freschi, verso il lungolago ventilato.

Mi sono accorta subito della loro assenza andando all’ufficio postale. Mi sentivo come davanti alle vignette “Cerca la differenza” della Settimana Enigmistica.
Una sensazione di vuoto, come se tutto fosse cambiato anche restando identico.

Tre alberi uccisi.
Cadaveri.
Legna da ardere.
Martiri in nome di una rivalutazione architettonica di una zona che non ha nulla se non sé stessa.
Vittime del progresso?
Forse.

In paese impazzano varie teorie.
Il postino dice che fossero malati di processionaria, che abbatterli è stato necessario per salvare quelli del lungolago. Alberi martiri, insomma.
La fruttivendola, che di cose ne sa, dice che sono stati tagliati perché le loro radici si erano intrecciate coi tubi del metano e la gente si lamentava dei continui guasti. Per cui sono stati giustiziati tramite ghigliottina.
Il tabaccaio della piazza dice invece che ora il Comune rifarà tutta la piazza e ci porteranno piante nuove importate da chissà dove. Magari ci metteranno un banano, che fa così esotico e i crucchi aumentano.
Ma la persona meglio informata di tutti, il giornalaio del paese afferma che si tratta di una cospirazione. Lo sanno tutti, dice, che il sindaco viene da un paese diverso che sta all’altro lato del lago e che ce l’ha sempre avuta su con noi, che siamo superiori e lo sanno tutti.
La panettiera, beata lei, dice che non sa nulla ma di certo non è stato un bene.

Io, visto i tempi che corrono, chiamerei Mulder e Scully.

Fosse mai che c’entrassero gli alieni…

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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