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17 ottobre 2011 1 17 /10 /ottobre /2011 19:17

Sabato pomeriggio l’ho dedicato al cambio dell’armadio. Impresa viepiù titanica se si considera il fatto che sono allergica alla polvere più di Superman alla kriptonite.

E insomma così, un po’ gonfia e un po’ sollevata, alla fine dell’operazione mi son fatta una tazza di tè alla mela e mentre si preparava mi sono messa a cazzeggiare su Facebook. E da lì ho capito che qualcosa stava succedendo, qualcosa di grave.
Ho acceso SkyNews  e le immagini di Roma mi son balzate agli occhi nella loro violenza.
Mai giusta.
Mai condivisibile.
Però.
 
Viviamo tempi complicati, in cui qualcosa si è rotto nel meccanismo delicato della società. Annaspiamo, non crediamo più, abbiamo solo nemici: il più povero, il diverso, l’altro. Poco rimane dopo la dose quotidiana di televisione ed è facile sentirsi sconfitti e schiavi della casta.
Ma non siamo burattini.
Nonostante quello che possano farci credere la politica non è una cosa sporca, inutile, una cloaca di gente senza morale.
La politica siamo noi. Noi decidiamo. Noi mandiamo la gente a governare l’Italia. E se facciamo una pessima scelta, possiamo cambiare la prossima volta.
Noi siamo le istituzioni, e se vanno male e non ci piacciono la colpa è solo nostra.
La politica siamo noi, ma non solo il giorno delle elezioni.
SEMPRE.
Possiamo parlarne, possiamo litigarci su, non dobbiamo abbandonarla in nome di è tutto uno schifo.
Magari sarà pure così, ma la colpa di chi è? Nostra. Nostra che abbiamo abbandonato il paese agli squali, senza verificarne l’operato. Senza stare con le orecchie dritte, senza scandalizzarci davanti alle mezze leggi, alle finte promesse, alle laute mazzette.
Dove eravamo?
Forse davanti alla televisione, o a metter lo smalto, non lo so.
La casta? La casta siamo noi, che scambiamo il nostro voto per un favore, che ci facciamo infinocchiare dalle false promesse.
Le istituzioni? Latitano? Colpa nostra!
Cambiare! Vigilare!
Informarsi anche in modi diversi dal TG1, non accontentarsi, scavare anche se all’inizio non è divertente come vedere Paperissima Sprint.
E’ il nostro futuro, dipende da NOI.

Nel momento in cui facciamo spallucce, ce ne freghiamo, scuotiamo la testa e affoghiamo in Uomini&Donne, LORO hanno già vinto.
 
La politica siamo noi e forse (anzi certamente) quello sparuto gruppo di idioti che ha dato fuoco  ai blindati dei Carabinieri e messo a ferro e fuoco un quartiere esautorando il valore di una manifestazione globale se lo sono scordato. O forse non l’hanno mai saputo. O sono stati pagati per dimenticarlo.
Oggi ci svegliamo e scopriamo che il mondo non è come ce lo dipinge la televisione. Ed ecco gli indignados, mutuati dalla Spagna e sparsi in tutto il mondo grazie a Facebook come semi della rivolta del millennio. Chiedono lavoro, un futuro, la fine del predominio della finanza sull’economia.
Ma in Italia si parla solo di quella manciata di idioti che sarebbero avanguardia di un fallito golpe della sinistra.
Magari, ma no.
 
Ma il futuro va riconquistato. Va costruito mattone su mattone, ogni giorno, senza abbassare la guardia.
Nessuno ce lo regala, nessuno.
Non voglio credere che nel 2012 finirà il mondo, ma inizio a credere che possa essere un punto di svolta, di rinnovamento. Il mondo come lo conoscevamo sta morendo, è ora di cambiare. Il mondo può cambiare, con la giusta presa di coscienza, con la giusta forza.
 
E voi, siete pronti?

 

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Published by phoebe1976 - in vita vissuta
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