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16 febbraio 2005 3 16 /02 /febbraio /2005 13:00

Ho 29 anni.
Parliamoci chiaro, non sono più quella di 5 anni fa. Non ho più l'energia dirompente per essere splendidamente affascinante quando un esemplare del sesso opposto mi si avvicina. Anzi, a dire il vero ho proprio poca energia per queste cose, non riesco a farmi piacere quasi nessuno.

Sarà lo scoraggiamento del momento, sarà che i cazzotti in pieno viso presi senza paradenti mi hanno "leggermente" cambiato i connotati emotivi in modo irreversibile, sarà quel che sarà.
Il punto è che non ho proprio voglia di lanciarmi in una qualsiasi baruffa emozional-sentimentale.

Il punto è che il mio sistema nervoso forse non potrebbe reggere un'altra batosta pari o superiore all'ultima presa. Credo di aver quasi raggiunto il cedimento strutturale, e poi non è che posso rottamarmi il cervello.
Questo catorcio c'ho, e questo mi tocca tenere.

La verità è pure che sono stufa. Stanca delle cazzate, degli uomini stronzi, approfittatori e pure un po' sadici, che giocano, ridono e si divertono coi sentimenti degli altri manco si parlasse di scambio di figurine.

Nonostante la ricca fornitura scroccata presso il sito indicatomi dal mio prode visagista, bulimica di libri come non mai, ieri sera mi sono recata alla Demetra ed ho comprato un interessante libercolo intitolato "La verità è che non gli piaci abbastanza", scritto da due degli sceneggiatori di Sex & The City, Greg Behrendt e Liz Tuccillo. Lei, regina delle paranoie.
Lui, uomo che di cazzate ne ha raccontate tante.
Il libercolo non ha grandi pretese, tranne forse quella di trattare gli uomini come creature semplici ed elementari.

Insomma, c'avevo ragione io: ON/OFF nella testa, come l'interruttore dello stereo.

Sotto forma di risposte a lettere, illustrano un concetto semplice e chiaro: GLI UOMINI SONO TUTTI DEI CAZZARI.
Ovviamente, se non gli interessi abbastanza da mettere in moto il mononeurone e fare qualcosa per conquistarti e/o non farti scappare via.
E che noi donne ci facciamo mille paranoie, mille problematiche assurde quando invece la realtà è solo e semplicemente quella più evidente e chiara: "Non gli piaci abbastanza".

Semplici, elementari e pure pavidi.
Così fifoni e svogliati da non avere le palle di dire ad una "frequentante" che è ora di chiudere, preferendo cavolate del genere "Ho taaaanti problemi sul lavoro", "Sai, non è un bel periodo..." oppure il classico mai tramontato "Sai, esco da una brutta storia, ora non ho voglia di legarmi" o il legale "Non ci sono i presupposti per stare insieme"; oppure il mammmoso "Ho problemi in famiglia che solo io posso affrontare". Per non parlare del dylandogghiano "Sono una persona troppo complicata", dell'ipocrita "Non voglio perdere la tua amicizia" o dell'ormai codificato e semplicistico "Ho paura".
Che in realtà vogliono dire: "Non mi piaci abbastanza".


Insomma, in due parole c'aveva ragione l'Ingegnere (ora in vacanza a Cuba, beato lui), quando mi ha detto: "Gli uomini sono tutti stronzi, per DNA, sempre. A meno che perdano la testa."
Ecco.
Già.
Ehm..

Il punto è tutto qui.
Lapalissiano.
Trasparente.
Pare evidente che, a ragion veduta, nessuno abbia mai perso la testa per me.
Incoraggiante.
Devo avere qualcosa che repelle i partiti più papabili e con migliori intenzioni, per attirare solo gli stronzi in cerca di diversivo in attesa della "cosa seria".
E dire che c'ho pure gli occhi da Bambi...
Magari non produco abbastanza feromoni, può essere no?
Roba da matti.

E non venite tutti a dirmi qui in coro che non me ne sono mai accorta perchè persa dietro a deficienti di serie B con la patente da Dongiovanni scaduta. Il libercolo di cui sopra afferma che, se ad un uomo interessi, si farà avanti. Sennò, non gli piaci abbastanza.

Dopo questa amena riflessione, scusatemi ma sento sempre più impellente la necessità di una vaschetta di Carte D'Or al tiramisù da mangiare tutta di un fiato. Con tanti saluti alla cellulite.

Quasi quasi preferivo la teoria degli Osedax...

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Published by phoebe1976 - in sick sad world
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